Dal primo aprile cambia l’organizzazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Potenza

Funzionerà con un “nuovo e più avanzato modello organizzativo per una gestione ottimale dell’iperafflusso che oramai caratterizza le strutture d’emergenza di tutta Italia”

Ingresso del Pronto Soccorso di Potenza

Ingresso del Pronto Soccorso di Potenza

Lo ha annunciato l’azienda ospedaliera, spiegando che “il fast track è un percorso veloce di gestione infermieristica”, in base a cui il paziente sarà inviato “direttamente allo specialista o alla diagnostica bypassando le attività di inquadramento e valutazione clinica del medico di pronto soccorso”.

L’azienda ha sottolineato che “in questa prima fase la procedura sarà attivata in quattro reparti: oculistica, otorinolaringoiatria, ostetricia e ginecologia e ortopedia e traumatologia, per i quali si registrano le maggiori criticità”.

Il direttore sanitario dell’ospedale potentino, Antonio Picerno, ha evidenziato che dal protocollo “sono esclusi, ad esempio, le vertigini, le epistassi pregresse, i traumi cranico facciali per l’otorino, i traumi agli occhi o la contaminazione da sostanze irritanti per l’oculistica, le ferite, le lesioni plurime e i minori non accompagnati per la traumatologia. Quanto all’ostetricia il fast track è previsto per la gravidanza, le patologie lievi, i disturbi mestruali e la prescrizione della ‘pillola del giorno dopo’. Dopo la valutazione del triage i pazienti ritenuti idonei al fast track sono mandati o trasportati (se non in grado di camminare) all’ambulatorio di riferimento. Qui il medico compie l’anamnesi, somministra l’eventuale terapia sintomatica, effettua le indagini diagnostiche e l’opportuno trattamento, dispone le dimissioni, il ricovero o il rinvio in pronto soccorso”.

“L’applicazione del fast track – ha detto, in una nota, il direttore generale Rocco Maglietta – è la prima di una serie di risposte che diamo a una criticità che è ormai ‘esplosa’ in tutt’Italia: gli afflussi crescenti e incontrollati al pronto soccorso. Il nostro, negli ultimi due anni, ha superato i 50 mila accessi all’anno e il trend è ancora in crescita. Valorizzando le elevate professionalità dei nostri triagisti e le competenze degli specialisti ambulatoriali saremo in grado di alleggerire la pressione e i tempi di attesa in quello che sempre più diventerà la principale porta d’accesso del San Carlo. Nel generale ridisegno della rete ospedaliera il San Carlo vedrà esaltata la sua funzione di apice della rete dell’emergenza urgenza e quindi – ha concluso – a questo intervento ne seguiranno altri a breve e a medio termine, fino all’entrata in funzione del nuovo Trauma center, che coronerà questo percorso”.

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