Emiliano a Radio 24: disposto a chiudere 25 ospedali pur di non aumentare le tasse

“Questa legislatura deve mettere in sicurezza la sanita’ pugliese per i prossimi dieci anni, costi quel che costi, anche a costo di non essere rieletti, anche a costo di insurrezioni locali, anche a costo di litigare con l’intero consiglio regionale”.

Michele EmilianoLo ha affermato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando con i giornalisti la dichiarazione rilasciata nei giorsi scorsi al programma di Giovanni Minoli su Radio24 quando si è detto disposto a chiudere 25 ospedali pur di non aumentare le tasse.

“Noi abbiamo un piano di riordino varato dalla giunta Vendola che fa una classifica delle capacità operative di ciascun ospedale. Piu’ del 55% delle prestazioni dell’intera regione vengono fatte solo da 10 ospedali. In qualche modo i cittadini hanno definito già quali sono le loro scelte, le loro priorità, le eccellenze e il loro contrario.

C’è una condizione generale per cui gli operatori della sanità non possono, ogni mattina, arrivare in sala operatoria o in infermeria e trovare la novità che il governo, siccome aveva problemi, ha dovuto tagliare questo o quell’altro, impedendo programmazione e, sopratutto alle Regioni del Mezzogiorno che sono quelle più in crisi, di programmare il recupero”.

“Questo schema non può funzionare. Quindi, visto che il governo taglia le tasse, non possiamo fare il giochetto che poi noi dobbiamo riaumentarle. Questa non è politica ma è permutazione. Noi non possiamo aumentare le tasse e quindi dobbiamo riorganizzare i servizi anche a costi pesanti. Questo significa che ci sono potenzialmente 25 ospedali le cui prestazioni sono da verificare. Nel frattempo è arrivata la diagnosi. L’istituto Sant’Anna ci ha consegnato i dati che presenteremo tra qualche giorno. Avrete, per la prima volta nella sanità pugliese, la performance di ciascun ospedale, cioè la capacità operativa di ogni reparto. In base a quello bisognerà prendere decisioni che coinvolgeranno pazienti, sindacati, dal consiglio regionale. Non intendo imporre nulla”.

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