Il comitato ospedale di Tinchi denuncia l’abbandono: sarà Pasqua di lotta

Il comitato difesa ospedale: “E’ oramai intollerabile la situazione a Tinchi. Parole, parole, parole. Promesse e impegni formalizzati addirittura con atti ufficiali e delibere”.

Ospedale TinchiTINCHI – “Un Direttore Generale che rassicura e discute con il Comitato dei cittadini da anni. Gli va dato merito. I suoi collaboratori, al contrario, non riescono a concretizzare quanto deliberato dalla direzione. Mancanza di volontà, incapacità organizzativa, forse non sanno da che parte cominciare, incapacità a comprendere il “protocollo” approvato per l’ambulatorio per il trattamento del piede diabetico. Sta di fatto che passano i giorni, le settimane e i mesi e tutto resta solo sulla carta”.

E’ questa l’amara nota diffusa nei giorni scorsi dal comitato di cittadini che da ormai quattro anni denuncia “la situazione drammatica e orribile di abbandono e decadimento come quella di tutto l’ospedale: intonaci a pezzi, buchi nei muri lasciati da chi ha fatto i carotaggi, dappertutto e su tutti i piani, senza i dovuti ripristini. Hanno tirato fuori i ferri delle armature nelle travi e nei pilastri lasciandoli da mesi all’aperto. Si sono ridotti a un ammasso di ruggine. E i responsabili non intervengono, non fanno nulla. L’ufficio tecnico dell’ASM sta a guardare e lascia tutto nel degrado”.

Secondo il comitato infatti da mesi le risposte sono di questo tenore “entro fine mese avremo la relazione dell’Università di Basilicata”, ma puntualmente, prosegue ancora la nota stampa “i mesi passano e la relazione non arriva”.

Ma la denuncia, riguarda anche la situazione organizzativa dei reparti, in particolare l’utilizzo definito anarchico del personale infermieristico negli ambulatori che soffrono della “assenza evidente di una figura di riferimento in direzione sanitaria” che investe addirittura la “mancanza di sicurezza con continui furti perpetrati a danno del personale dipendente” mentre le richieste di attrezzature e suppellettili per la dignità degli ambienti rimangono inascoltate.

“La politica resta ancora a guardare, verranno a fare la campagna elettorale e ci troveranno arrabbiati più di prima” ha detto in assemblea il professor Tamburrano.

Share Button