Il movimento “Mediterraneo No-Triv invita Regioni Basilicata e Calabria” a rispettare la legge

Schermata 2013-07-23 alle 10.25.52POLICORO – Un atto formale di invito ad applicare il “principio di precauzione in materia di istanze di ricerca di idrocarburi”. E’ stato inviato dall’associazione “Mediterraneo No Triv” a Regione Basilicata, Calabria, e rispettive province, ed al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.

La portavoce, avvocato Bellizzi, specifica di voler così “ricordare alle istituzioni che la normativa di legge in materia impone agli enti pubblici di tutelare l’ambiente vietando la realizzazione di impianti industriali che possono provocare un forte impatto sull’ambiente. In assenza di studi scientifici in grado di escludere la potenziale pericolosità per la salute pubblica e per l’ecosistema naturale la ricerca e l’estrazione di petrolio non può essere autorizzata”.

Giovanna Bellizzi in rappresentanza dell’associazione ricorda che il “principio impone un atteggiamento prudenziale e non può essere ignorato e disatteso dalle istituzioni”.

E proprio in virtù del “principio di precauzione” che con Decreto Legge il Governo ha sospeso le istanze di ricerca di idrocarburi nel Golfo di Venezia. Non è possibile applicare la legge solo in alcune zone della penisola italiana, quasi a considerare Basilicata, Calabria e Puglia – prosegue la nota – non meritevoli di tutela.

Con l’atto formale di invito, l’associazione mette in mora la Regione Basilicata e la Regione Calabria invitandole a non disattendere la legge.

“E’ notizia recente che la società Appenine Energy Srl ha chiesto una sospensione temporale della procedura VIA per poter condurre studi nel Mar Ionio basandosi su linee sismiche già registrate in passato. E’ fondato il timore che con questa iniziativa la società petrolifera cerca di raggiare un ostacolo frapposto dall’Associazione Mediterraneo No Triv”.

E prosegue: “In effetti, già nel mese di gennaio abbiamo chiesto formalmente al Ministero di emettere un provvedimento di rigetto dell’istanza d148 della Appenine Energy non avendo la società provveduto a depositare l’integrazione della SIA nei termini prescritti dalla legge. Piuttosto che preoccuparsi delle conseguenze di un legittimo rifiuto chi ha precisi obblighi istituzionali dovrebbe invece preoccuparsi di applicare solo rigorosamente la legge. L’istanza d148 deve’essere rigettata e al riguardo Mediterraneo No triv invierà nei prossimi giorni una richiesta formale”.

Intanto “Mediterraneo No Triv” ricorda che nei prossimi giorni presenterà anche una denuncia alla Comunità Europea per segnalare la grave questione dell’inquinamento delle acque del Pertusillo.