La fine del mondo nel 2012? No, bisognerà aspettare altri 5miliardi di anni

MATERA – Se, nel 2012, il mondo finirà, non sarà certamente per la profezia “Maya”: l’ennesima bufala che, insieme a diverse altre leggende metropolitane, circolanti dall’inizio del terzo millennio, ha conquistato l’attenzione dei media, a volte a scopi non propriamente scientifici. La curiosità e soprattutto la paura di ciò che non si conosce possono infatti diventare un ottimo espediente pubblicitario, per vendere libri, per aumentare l’audience di trasmissioni televisive e, in generale, per sbarcare il lunario. Ne è convinto il dottor Giuseppe Bianco, responsabile del Centro di Geodesia Spaziale di Matera. Quella del 21 dicembre di quest’anno, in realtà, sottolinea Bianco, è la data di conclusione di un computo interessante, sotto il profilo matematico ed astronomico. Il calendario Maya, del resto, ricorda ancora Bianco, era un sistema piuttosto preciso, forse ancora di più degli attuali. Ma si tratta, pur sempre, ribadisce, di una previsione di estinzione elaborata da una civiltà estinta, priva di modelli scientifici e strumenti tecnologici di previsione ed elaborazione, come quelli attualmente a nostra disposizione. Ad ogni buon conto, tuttavia, il rischio di collisione fra la Terra e i corpi celesti, disseminati nel Sistema Solare, esiste, anche se la probibilità che si verifichi è davvero molto bassa. Una cosa è certa, ribadisce Bianco. Sulla base della conoscenza del ciclo di vita delle stelle e della elaborazione statistica, sarà sicuramente il Sole a provocare la fine del mondo, quando, espandendosi e diventando una gigante rossa, inghiottirà gran parte del Sistema Solare e farà evaporare anche la Terra. Ma per questo, bisognerà aspettare altri 5miliardi di anni, data entro la quale, si spera, l’Italia avrà risolto i suoi problemi politici, economici ed occupazionali.

 

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