Nuovo deposito radioattivo alla Trisaia? Intervengono Ola e NoScorie

Centro Ricerche Enea Trisaia

MATERA – Mentre nel mondo riecheggia l’incubo contaminazione per il disastro giapponese e l’Italia si prepara al referendum di giugno, il nucleare torna al centro del dibattito degli ambientalisti anche in Basilicata. L’Organizzazione lucana ambientalista e il movimento NoScorie Trisaia, in una nota, hanno fatto sapere che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha approvato il decreto di valutazione d’impatto ambientale numero 94 del 24 marzo 2011, a firma dei ministri Stefania Prestigiacomo e Sandro Bondi, oggi sostituito da Giancarlo Galan, inerente la realizzazione di un Icpf, ovvero un impianto per il condizionamento del prodotto finito progettato da Sogin spa, presso il centro Itrec della Trisaia di Rotondella, in provincia di Matera. In pratica si tratta di un nuovo metodo di trattamento e stoccaggio di rifiuti radioattivi, costituito da un impianto per la solidificazione mediante cementificazione del liquido radioattivo. Di fatto si tratta di un deposito temporaneo per i manufatti di terza categoria, scrivono Ola e NoScorie, non nascondendo preoccupazione per il fatto che sulle quantità da stoccare presso il centro di Rotondella non si hanno notizie certe. Ferma restando la necessità di vigilare su quanto accadrà, quindi, Ola e NoScorie pretendono di conoscere il piano di comunicazione e le azioni di monitoraggio e pubblicizzazione dei dati ambientali prescritti dal decreto ministeriale in questione. Dati considerati prioritari alle attività preliminari di messa in sicurezza del materiale radioattivo presso il centro del Materano, comprese le famose barre di Elk River sulle quali gli ambientalisti denunciano, ancora una volta, atteggiamenti rinunciatari nel riconsegnarle ai legittimi proprietari statunitensi.

 

Share Button