Speciale Papilloma Virus, diagnosi e vaccinazione

Vaccinazione e screening periodico. Sono almeno due gli aspetti che emergono dalle interviste sul campione di donne che abbiamo ascoltato, nei giorni scorsi. E in effetti l’Italia è il primo Paese europeo ad aver pianificato una strategia di vaccinazione pubblica contro il Papilloma virus, l’agente virale che può essere causa di infezioni genitali femminili e, a lunga distanza, anche del tumore della cervice uterina, malattia che causa ogni anno circa mille morti. Come si legge sul sito del Ministero della Salute, la vaccinazione contro l’HPV è sicura e ben tollerata e in grado di prevenire nella quasi totalità l’insorgenza di un’infezione persistente, dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70 percento dei casi di tumore alla cervice. L’utilizzo del vaccino comunque affianca ma non sostituisce lo screening periodico attraverso il PAP test, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che ha già portato negli anni a una drastica riduzione delle morti, attraverso la diagnosi precoce delle lesioni precancerose e del tumore. Il papillomavirus è molto comune e nella quasi totalità dei casi non dà disturbi di sorta. In alcune circostanze, però, si cronicizza e può favorire l’insorgere di condilomi e di tumori. Il virus è responsabile della maggior parte dei casi di tumori del collo dell’utero  e un suo ruolo è stato dimostrato anche per i tumori dell’ano e del pene.

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