Gioco d’azzardo. Potenza, ex esercente no slot: “Assenza di sgravi, ho ceduto al mercato”

Slot machine, lotto e affini, gratta e vinci. Più di una abitudine per i lucani e che confermato un business irrinunciabile per le società che vi operano. Dei 525 mln di euro spesi nel gioco legale in regione durante il 2018, quasi 320 mln riguardano la provincia di Potenza, ovvero oltre 900 euro pro-capite e 2 mila euro a famiglia. Sono ben 99,4 mln quelli spesi nel capoluogo. Oltre le sale vlt, altri esercizi e praticamente ogni bar si è dotato delle famose macchinette.

Nel paradosso, chi aveva preferito andare in controtendenza ha dovuto adeguarsi alla “legge del mercato”. E’ il caso di Walter Depergola: già dipendente, ha prima rilevato una caffetteria e dopo altre esperienze dal luglio scorso si è trasferito in via Ancona. “Ero contrario per principio, scegliendo di investire sulla qualità dei prodotti. Ok una buona tazzina di caffé – ha detto –  ma tutti mi chiedevano la presenza delle slot.” Perplesso sulla scelta maturata in Consiglio regionale di ridurre la distanza da scuole o altri luoghi sensibili, Walter ha bollato come inutile l’inasprimento delle pene per coloro che violano l’ordinanza sugli orari di chiusura. I guadagni, infatti, coprirebbero ampiamente le multe. “Ho ricevuto complimenti di associazioni contro la ludopatia – è l’accusa – ma dalle istituzioni non c’è alcuno sgravio o incentivo per eliminare le slot. Ho bollette da pagare e vorrei sposarmi, come faccio a sopravvivere?”