Capitale italiana della cultura 2021, sfida di altissimo livello per le pugliesi in corsa

Bari, Taranto, Barletta, Trani, Molfetta, San Severo e i comuni della Grecìa salentina contro colossi come Genova, Ferrara e Pisa
Un segno dei tempi, che fa capire come ormai la Puglia abbia compreso il proprio ruolo nel panorama nazionale anche culturale. Sono sette le proposte di candidatura provenienti da tutta la Regione al titolo di Capitale italiana della Cultura 2021. Nomi di peso, come i capoluoghi Bari, Taranto, Barletta, Trani, affiancate da proposte come quelle di Molfetta, San Severo e dei 12 comuni della Grecìa salentina consorziati, che danno l’idea di come, anche sulla scorta dell’esperienza di Matera 2019, le comunità e le amministrazioni abbiano compreso il peso di eventi che portano i territori all’attenzione generale non solo nazionale, ma anche internazionale. Una competizione che sarà un banco di prova importante, perché tra le 44 città che si sono candidate in tutta Italia ci sono avversari estremamente competitivi come Genova, Ferrara, Verona, e solo per la Toscana Arezzo, Livorno e Pisa. Luoghi che hanno certamente una storia e un’esperienza in campo turistico e culturale molto più lunga rispetto alle contendenti pugliesi, che però hanno dalla loro una consapevolezza nuova delle loro potenzialità. Dalla rinascita di Bari al riscatto di Taranto, fino all’identità culturale di Trani e Barletta e alle particolarità di Molfetta, San Severo e dei comuni del Salento. C’è tempo fino al 2 marzo per presentare i dossier di candidatura, poi tutto sarà rimesso alle decisioni della commissione, per cercare di vendicare Bitonto che l’anno scorso giunse a un passo dalla vittoria, e che nel 2020 proporrà comunque un calendario di eventi sostenuto dalla Regione Puglia.