Ex Ilva, il governatore Emiliano: “Evitare che ArcelorMittal scappi da Taranto”

“Mi auguro che si trovi una soluzione che non dia la scusa definitiva ad Arcelor Mittal per scappare. Perché nella sostanza Mittal sta sostenendo che il provvedimento del giudice dimostra che gli è stata consegnata una fabbrica non idonea” a produrre i quantitativi previsti dall’accordo “e quindi che la cassa integrazione è inevitabile. Io mi auguro – ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – che i vari organi dello Stato si raccordino per evitare che questa situazione incresciosa possa danneggiare i livelli occupazionali e la comunità di Taranto nel suo complesso”. Con queste parole, il governatore pugliese ha commentato la decisione del giudice di Taranto di non concedere la proroga per la facoltà d’uso all’altoforno 2 dell’acciaieria alla quale ha fatto seguito l’annuncio dell’azienda della cassa integrazione per 3500 lavoratori. “Voglio precisare una cosa – ha poi aggiunto Emiliano – Sono anni che quegli impianti devono essere adeguati, c’è un ritardo complessivo prima dei commissari di Governo e poi di Mittal e quindi comprendo benissimo la particolare situazione in cui si è trovato il giudice”. “Se quattro anni fa – ha spiegato il presidente – quando noi avevamo proposto la ricostruzione di Afo5, che è ancora fermo, fossero stati costruiti i due gruppi elettrici che potevano ridurre tendenzialmente a zero le emissioni nocive e dimezzare o forse più che dimezzare le emissioni di CO2, forse a questo punto noi avremmo i due gruppi certamente già in funzione e non avremmo il problema di Afo2, Afo1 e Afo5, tutti e tre gli altiforni ancora funzionanti in pessime condizioni e non aggiornati con gli automatismi che determinano una maggiore sicurezza per gli operai”.