Xylella, Coldiretti: “Divieto di reimpianto anche in zona senza vincolo, intervenga il ministro”

E intanto la Regione Puglia multa l’Arif per i mancati abbattimenti

Reimpianti negati in provincia di Lecce anche nelle aree senza vincoli paesaggistici, dove la burocrazia secondo Coldiretti Puglia starebbe bloccando la rinascita del settore. “La situazione ha assunto toni grotteschi con un eccesso di competenza palesata anche dalle Commissioni Paesaggio che iniziano ad interessarsi anche delle aree libere da vincoli paesaggistici ed entrano nel merito dei coni d’ombra, imponendo sesti d’impianto come se avessero competenze agronomiche”, dice l’associazione in una nota a firma del presidente Savino Muraglia. “In Salento lo scenario è esplosivo, con i ritardi e i rimpalli di responsabilità a cui gli agricoltori assistono da 6 anni. Il ministro Bellanova deve intervenire subito, supportata adeguatamente dalla struttura tecnica, per ridare libertà imprenditoriale alle imprese agricole e consentire agli agricoltori di espiantare e reimpiantare, anche diversificando le colture, per ridare al Salento prospettive e ricchezza, restituendogli il volto bello che sta perdendo”. Intanto nella vicenda emerge un ulteriore paradosso: a causa dei ritardi nell’abbattimento degli alberi colpiti dalla Xylella la Regione Puglia starebbe multando se stessa, ovvero l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, con sanzioni che variano da mille a 30mila euro per ogni albero non abbattuto, secondo quanto riportato dal Quotidiano di Puglia. Gli alberi oggetto delle sanzioni, che vengono inflitte dall’Osservatorio fitosanitario regionale, sarebbero 18 ulivi infetti nella zona di Ostuni. La Regione avrebbe confermato, spiegando che le sanzioni all’Arif sono un atto dovuto, conseguenza della delibera 1890 del 2018. La delibera stabilisce infatti che le operazioni di trattamento fitosanitario ed estirpazione delle piante risultate infette nei monitoraggi 2018-2019, siano effettuate dalla Regione per il tramite dell’Arif, al fine di garantire che siano svolte con celerità, come richiesto dalla Commissione Ue.

 

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