Bioterrorismo, a Bari si parla di antrace

Al via la conferenza internazionale sul tema organizzata dall’IZS Puglia e Basilicata
Una minaccia ancora oggi esistente, anche se ha perso buona parte della pericolosità di alcuni anni fa. Gli attentati bioterroristici a base di antrace del 2001, quando realmente alcune buste contenenti le spore mortali portarono negli Stati Uniti alla morte di cinque persone, hanno prodotto in questi anni una serie di gesti dimostrativi da parte di mitomani che per fortuna non hanno utilizzato davvero la sostanza pericolosa. La comunità scientifica continua comunque a monitorare la presenza dell’antrace soprattutto nei casi di epidemie animali. In Italia il centro di riferimento è l’istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata che ha organizzato per la prima volta nel nostro paese la conferenza internazionale sul tema. Un’occasione di confronto importante anche per l’Università di Bari, che ha ospitato l’incontro di apertura e che svolge un ruolo fondamentale all’interno dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale.

 

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