Bari, grave bimba di due anni colpita da Seu: probabile contagio da alimenti o da un adulto

L’entrata dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, 5 febbraio 2013.
ANSA/LUCA TURI

È ancora in prognosi riservata, ora in terapia intensiva all’ospedale pediatrico Giovanni XIII di Bari, la piccola di appena due anni e non di 13 mesi come riferito in precedenza, giunta l’8 agosto al reparto malattie infettive per la presenza di sangue nelle feci. Tra le possibili cause scatenanti, il contagio da un animale o da un adulto o l’ingestione di un alimento come frutta, vedura o latticini che le avrebbe provocato una gastroenterite acuta, sfociata poi nella Seu, Sindrome Emolitico Uremica. Fonti mediche informano che i primi esami di laboratorio non mostravano dati di rilievo patologico, ma alla luce della positività per la ricerca VTEC, come da Protocollo Regionale di Sorveglianza, la bimba è stata sottoposta a idratazione, alimentazione parenterale ed esami di laboratorio. Dopo le ulteriori indagini diagnostiche effettuate nelle scorse ore, si sono evidenziati segni di Seu, pertanto la piccola è stata trasferita in Nefrologia e dialisi pediatrica. Nel primo trattamento di emodialisi, la bimba ha prima mostrato instabilità cardio-circolatoria e poi segni di interessamento neurologico. E’ stata quindi sottoposta a Tac cranio urgente e poi trasferita in terapia intensiva pediatrica. Sul caso, indagano i carabinieri del Nas che hanno avviato delle indagini, al fianco del Dipartimento prevenzione dell’Asl per capire le abitudini alimentari della bambina e ciò che la piccola ha ingerito nei 15 giorni precedenti alle prime manifestazioni di gastroenterite. Questo è il primo caso di Seu del 2019; nel 2017 infatti si verificarono 13 casi, mentre nel 2018 ce ne sono stati addirittura 15. La seu è una malattia rara che si presenta come un’infezione intestinale e si trasmette in particolare attraverso alimenti. Per prevenire la Seu, il cui rischio di contagio cresce con l’aumentare delle temperature, i consigli restano sempre gli stessi: evitare il consumo di carne poco cotta e di latte crudo non pastorizzato e derivati; fare attenzione al consumo di insaccati; assicurarsi che l’acqua sia conservata correttamente, soprattutto in campagna, in luoghi asciutti e in contenitori chiusi; lavare accuratamente frutta e verdura; lavare frequentemente le mani, acquistare gli alimenti solo in esercizi commerciali autorizzati.

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