Bari, sono trascorsi 28 anni dallo sbarco della nave Vlora. Emiliano: “Se accadesse oggi, 20mila persone finirebbero in mare”

“Se la nave Vlora fosse arrivata oggi, l’8 agosto 2019, invece che nel 1991, a due giorni dall’approvazione del Decreto Sicurezza bis, cosa sarebbe successo? Per motivi di sicurezza nazionale lo Stato italiano avrebbe lasciato 20mila migranti in mare”. Queste le parole del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nel 28simo anniversario dello sbarco a Bari della nave Vlora con a bordo migliaia di cittadini albanesi. Il governatore pugliese ricorda con “emozione e orgoglio” la “catena di solidarietà messa in moto il giorno dello sbarco” che ha poi “segnato gli avvenimenti successivi: quando abbiamo debellato il mercimonio delle traversate, ripristinato la legalità dei flussi. E adesso – ha poi sottolineato Emiliano – a Tirana l’economia cresce insieme alla democrazia. E l’Albania è diventato un partner importante per la Puglia, che contribuisce anche alla nostra ricchezza”. Intanto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, affida ai social network una riflessione, ricordando quel momento storico per la città di Bari, riportando le parole dell’allora sindaco del capoluogo pugliese Enrico Dalfino, che sono rimaste impresse nella storia e nella memoria dei baresi: “Sono persone, persone disperate. Non possono essere rispedite indietro, noi siamo la loro unica speranza”. Il primo cittadino ha quindi commentato: “Non serve aggiungere altro. Dopo 28 anni le sue parole sono sempre più attuali. E per me, sindaco di Bari oggi, sono le uniche possibili”. E in occasione del 28esimo anniversario dello sbarco della nave Vlora, la storica frase del sindaco Dalfino sarà lanciata in codice morse nell’etere attraverso una grande onda radiotelegrafica La frase raggiungerà chiunque sarà in ascolto e vorrà condividere questo segnale. Per qualche minuto – scrivono da Palazzo di Città – il caratteristico segnale morse, amplificato da un potente impianto audio all’esterno del teatro, farà da richiamo collettivo generando nell’etere un sistema universale di dialogo e condivisione”.

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