Bari, scoperto a Nefrologia l’effetto protettivo delle staminali su malattie renali

Grande soddisfazione per il team di nefrologia dell’Università di Bari. Il 3 luglio scorso è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica FASEB Journal, uno studio sull’effetto rigenerativo e protettivo delle molecole prodotte dalle cellule staminali renali e sul loro potenziale terapeutico nel ridurre la fibrosi precoce nel danno renale acuto.  A renderlo noto, attraverso un comunicato stampa, è la stessa Università che precisa che la pubblicazione è frutto di una ricerca svolta dal team della sezione di Nefrologia del Prof. Loreto Gesualdo e della Prof. Anna Gallone dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, con la collaborazione di altri gruppi dello stesso ateneo. I reni, come spiegato nel comunicato, sono organi deputati alla rimozione dei prodotti di scarto dall’organismo attraverso le urine. Se danneggiati la loro capacità di svolgere questa funzione viene compromessa. Gli autori hanno studiato gli effetti delle cellule staminali adulte del rene umano nel danno renale indotto da infezioni batteriche, e hanno evidenziato come le cellule staminali renali abbiano capacità di proteggere localmente il tessuto renale dai processi fibrotici provocati da una tossina batterica e possano evitare i danni fibrotici correlati alla disfunzione dell’endotelio vascolare. “Continueremo a studiare l’effetto rigenerativo e protettivo delle molecole prodotte dalle cellule staminali renali per esplorare il loro potenziale terapeutico nel ridurre la fibrosi precoce nel danno renale acuto”, ha dichiarato Fabio Sallustio, ricercatore di biologia applicata dell’Università di Bari.

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