Tamborrino, musicista eclettico pugliese espressione della sua storia personale e della sua terra

Da operaio dell’Italsider, all’inizio degli anni 70, a percussionista dell’avanguardia colta italiana. E’ la storia, in estrema sintesi, dell’artista pugliese Giovanni Tamborrino nato a Laterza nel tarantino, dove vive tuttora.

Una terra, quella delle Gravine e quella della città dei due mari, che per lui ha rappresentato orgoglio d’appartenenza, linfa vitale; un percorso tutto funzionale, Italsider compresa, a quello che poi lui è diventato un musicista eclettico e dallo stile personalissimo.

Testimonianza ne sia, la composizione “Mare metallico”, premiata nel 2013 con l’Abbiati, l’Oscar italiano della musica classica che Tamborrino ha poi deciso di dedicare a Taranto e alla sua gente, schiacciata tra lo stabilimento di oggi e la vecchia Italsider.

Fulminato da Carmelo Bene e dalla sua lezione sulla phoné, riscriverà i codici del teatro musicale contemporaneo con il linguaggio originalissimo dell’Opera senza canto.

A sintetizzare la vicenda artistica di Giovanni Tamborrino ci ha pensato Francesco Mazzotta nel suo libro “DALL’ACCIAIERIA ALLA FABBRICA DEI SUONI. L’officina artistica di Giovanni Tamborrino”, presentandolo a Matera alla presenza dello stesso Tamborrino, oggi, Artista del suono e Docente di Strumenti di percussione presso il Conservatorio di Musica E. R. Duni.

Nell’ambito della presentazione anche il concerto dei Drama Percussion con Giuseppe Bolettieri, Federico Apollaro, Andrea Tamborrino e Nicola Montemurro che hanno proposto opere strumentali del M° Tamborrino.

Share Button