Maltempo in Puglia: acqua e grandine distruggono gran parte del raccolto. 2 milioni di euro i danni stimati

30 i comuni colpiti in Puglia, oltre 2 i milioni di euro i danni stimati. Numeri legati alla forte grandinata che ha colpito la regione nelle ultime ore: il maltempo ha colpito colture vitivinicole e agrumicole da nord a sud della Puglia in un momento delicato di raccolta delle ciliegie e di fioritura di gran parte delle varietà tipiche delle nostra economia. Si tratta dell’ennesimo effetto devastante dei cambiamenti climatici sulle imprese agricole. La Regione Puglia ha sin da subito avviato tutte le procedure per verificare lo stato dei fatti. Gli Uffici territoriali sono stati allertati e sono cominciati i primi sopralluoghi per poter procedere nel più breve tempo possibile al computo dei danni e alla richiesta della declaratoria dello stato di calamità ai sensi del decreto legislativo 102, sì da accedere al Fondo di solidarietà nazionale e consentire di risarcire le imprese agricole coinvolte. Chiesto lo stato di calamità da Coldiretti dopo la grandinata che ha interessato la regione nelle ultime 72 ore: “Il panorama è disastroso con circa il 60% delle ciliegie perse – denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – I frutteti hanno patito gli effetti peggiori della straordinaria ondata di maltempo che durerà fino a giovedì, per poi riprendere per altri 2 giorni la prossima settimana”. La grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti. Da rivedere a fondo il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi “ma anche il meccanismo assicurativo deve essere rivisto – conclude il presidente Muraglia – perché le polizze multirischio non coprono assolutamente le colture dagli eventi estremi che si stanno verificando a causa della tropicalizzazione del clima, oltre ad essere eccessivamente onerose. Anche i periodi in cui possono essere stipulate le polizze non sono più rispondenti alle necessità degli agricoltori”.

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