Xylella, sabato 23 marzo parte il presidio permanente a Lecce degli agricoltori

Partirà domattina all’alba a Lecce il presidio permanente degli agricoltori salentini.
Saranno centinaia i trattori ed i mezzi agricoli che stanzieranno in piazza Mazzini fino a quando non arriveranno risposte certe per le aziende salentine messe in ginocchio dalla xylella.
Sono 4 milioni le piante di ulivo definitivamente morte a causa del batterio, altre 17 milioni rischiano di fare la stessa fine, mentre sono migliaia le aziende agricole in ginocchio.
“Dopo le proteste delle scorse settimane, per non dare alibi a nessuno, continuiamo senza bandiere delle associazioni e senza simboli, compresi i gilet arancioni, che è il movimento della terra con cui abbiamo manifestato a Bari e a Roma per ottenere un decreto legge e tempi certi – spiegano Mimino Primiceri e Benedetto Accogli, responsabili della protesta -. Qualcuno, nonostante i problemi, ha tentato in maniera meschina prima di spaccare il fronte agricolo tra associazioni, poi di provare a dividere tra Nord e Sud della Puglia, pur di mantenere la propria posizione privilegiata e la propria poltrona, per questo togliamo qualsiasi simbolo che possa fornire alibi utili a rimandare decisioni e provvedimenti”.

“Tutti hanno fatto errori sul batterio, da chi non l’ha capito a chi non l’ha affrontato, da chi ha seguito i complottisti a chi ha esultato per i provvedimenti di Tar e magistratura, da chi si è avventato in dichiarazioni scomposte a chi ha prodotto studi e rapporti che sono diventati la Bibbia dei santoni – hanno continuato -. Adesso però è il momento dell’unità per raggiungere l’obiettivo comune del riscatto del Salento”.

“Abbiamo deciso di continuare e di far sentire la nostra voce in maniera forte e non smobiliteremo il presidio fino a quando non ci ascolteranno e fino a quando il Governo, l’Unione Europea e la Regione Puglia non interverranno con atti concreti (sburocratizzazione per gli espianti, fondi per reimpianti, ristoro per mancato reddito) per consentire alle aziende olivicole, ai frantoi e ai vivai del Salento, finalmente, di poter riprendere a lavorare e di poter continuare a vivere”, hanno concluso Primiceri e Accogli.

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