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Blitz della GdF in un opificio abusivo: clorofilla nell’olio di semi di bassa qualità per farlo sembrare extravergine

Blitz della GdF in un opificio abusivo: clorofilla nell’olio di semi di bassa qualità per farlo sembrare extravergine

Fiamme Gialle in azione nel foggiano. La guardia di finanza ha sequestro oltre 2,5 tonnellate di olio extravergine d’oliva. L’operazione portata avanti dai militari rientra nel servizio finalizzato a contrastare le frodi nell’industria e nel commercio. I controlli sono stati eseguiti a Cerignola in uno stabilimento risultato abusivo dove centinaia di litri di olio di semi di origine sconosciuta venivano miscelati con altre sostanze (tra cui clorofilla) per essere imbottigliati e venduti come extravergine di oliva. Il responsabile dell’oleificio è stato denunciato a piede libero. I finanzieri in bue box, privi di norme igieniche, hanno sequestrato oltre 2.500 litri di sostanza oleosa, 30 chili di clorofilla, varie attrezzature industriali per la miscelazione, l’imbottigliamento ed il confezionamento del prodotto. Ed ancora 1.400 bottiglie in vetro ed oltre 11.000 etichette adesive utilizzate per confezionare il prodotto destinato al mercato del Nord Italia ed a quello tedesco. Sull’operazione interviene anche la Coldiretti che fa sapere che “Con la produzione di extravergine Made in Italy che ha raggiunto quest’anno i minimi storici a causa delle gelate di febbraio 2018 e gli effetti drammatici della Xylella con il crollo in maniera incontrovertibile della produzione di olive di oltre il 60%, aumenta il rischio di frodi e sofisticazioni a danno del vero Made in Italy che colpiscono i produttori agricoli e i consumatori”. Il consiglio di Coldiretti Puglia per scegliere Made in Italy è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 7-8 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi. Senza interventi strutturali l’Italia – precisa Coldiretti – rischia di perdere per sempre la possibilità di consumare extravergine nazionale con effetti disastrosi sull’economia, il lavoro, la salute e sul paesaggio. Con il crollo della produzione nazionale a crescere – continua la Coldiretti – sono le importazioni dall’estero con aumenti record degli arrivi dalla Tunisia che fanno registrare un balzo in quantità di quasi il 150% secondo le proiezioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi dieci mesi del 2018.

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