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Taranto, prefetto dopo vertice su qualità dell’aria: “Per Arpa e Ispra no superamenti”

I dati forniti da Arpa e Ispra escludono che nel 2018 e nei primi mesi del 2019 ci sia stato un superamento dei valori sulla qualità dell’aria”: il prefetto di Taranto, Cafagna, fa il punto sul tavolo con gli organi tecnici ed il sindaco Melucci, convocato dal ministro per l’Ambiente Costa. La città chiede chiarezza sui dati dell’inquinamento. E non mancano le proteste.

“Sulla presenza di diossina a masseria del Carmine– spiega ancora Cafagna – saranno disposti accertamenti immediati da Arpa, Ispra e commissario alle bonifiche, per verificare quali siano le fonti e le cause del fenomeno. Attenzione particolare, poi, ai risultati emersi nelle cokerie in Ilva. Oggi è in corso un accertamento da parte di un gruppo di tecnici inviato dall’Osservatorio del ministero dell’Ambiente per verificare l’andamento dell’attività industriale e degli interventi di realizzazione per migliorare gli impianti e, quindi, ridurre i livelli di inquinamento.

Infine, sulle collinette ecologiche, e la conseguente chiusura delle scuole – conclude Cafagna – è stato concordato, di intesa con la Procura, di disporre una attività di caratterizzazione e di bonifica delle collinette. Nel frattempo si analizzerà il topsoil (strato superficiale delle collinette) per capire se lo spolverio di eventuale materiale possa arrivare in danno alle scuole e si continuerà a verificare l’andamento dei valori registrati dalle due stazioni di campionamento dell’Arpa, posizionate nelle scuole, e di eventuali deposizioni di metalli per capire se rivalutare il provvedimento del sindaco”.

Altra notizia annunciata dal prefetto è che “da oggi si insedia un gruppo di lavoro formato da Ispra, Arpa, Comune, Asl e commisario alle bonifiche. Chiederemo – che ci sia accanto al gruppo – il contributo della Regione e della Provicia di Taranto”. Intanto, il ministro Costa chiede che “si faccia ordine nei dati per dare una risposta ai cittadini che giustamente sollevano un grido d’allarme”. Dal ministero, il chiarimento che  “nessuna visita del ministro è stata mai programmata”, tanto meno revocata.

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