Matera 2019, in scena lo spettacolo Humana vergogna

“Benvenuti in questa sorprendente prigione!” Comincia così, con un welcome in lingua inglese lo spettacolo HUMANA VERGOGNA, un progetto di ricerca e creazione che ha coinvolto in un percorso condiviso e partecipato la Casa Circondariale di Matera, le comunità artistiche , scientifiche e gruppi di cittadini tra Italia, Macedonia, Kosovo e Giappone, in un percorso creativo e culturale sotto l’egida della Fondazione Matera-Basilicata 2019, coprodotto insieme a #reteteatro41.

In scena 3 artisti italiani, una macedone, una giapponese, che hanno proposto in un crescendo di coraggiose provocazioni – semplici, pungenti, dirette, interrogative, stimolanti e riflessive – un percorso suggestivo di approfondimento alla ricerca più intima e personale delle possibili declinazioni della “vergogna”. Un gioco di parole, di suoni, mimiche, gestualità, coreografie e interrogativi che hanno chiamato ad un attivo protagonismo anche gli spettatori.

Posso piangere?

Posso fare di tutto? Senza Barriere? Si posso, anzi Forse no …. io non posso farcela!

Un dito puntato, occhi negli occhi.. Ma questa e’ la mia storia? No è la tua…

Scavando nella memoria indietro sempre più indietro, nell’intimo, nel conscio e nell’inconscio.

Quali i pregiudizi nei confronti di un estraneo? Dell’Altro da me ? Eppure “io sogno” e davvero “liberi da pregiudizi si c’è speranza”. Basta un tocco, un abbraccio, uno sguardo tutto è energia fino all’atto liberatorio che coinvolge il pubblico nello scrivere su un foglietto (poi lanciandolo) quello che per ciascuno significa aver provato, almeno una volta nella vita ma forse ben più di una: “vergogna”

Ed allora ecco il pubblico, tutto il pubblico, stupito, rapito, coinvolto emotivamente, che entra in gioco e non solo per gioco nello spettacolo per dire davanti a tutti: “Non mi vergogno di dire che:……

Piano una voce, poi la seconda

Non mi vergogno di dire che:“… siete stati coraggiosi!”, che “…avrei voluto vedere questo spettacolo insieme ai detenuti.”

Già proprio loro, un’assenza in presenza di fatto durante la prima, perché la loro partecipazione è stata significativa ed attiva nella fase di preparazione dello spettacolo, perché loro sono stati i primi ad assistere alle prove generali e sono stati loro a lasciare in chiusura dei significativi messaggio di speranza aperti alla bellezza anche dentro le mura della casa circondariale, come questo esempio culturale di fatto dimostra emblematicamente.

“Abbiamo registrato – afferma Ariane Bieou, manager culturale della Fondazione Matera Basilicata 2019 – una fortissima emozione. Per l’ambizione creativa non facile e egregiamente riuscita. Per la potenza con la leggerezza e la gravità e con il divertimento. Per tutte le difficoltà superate con tenacia Per un processo di cocreazione che non finisce mai di stupire e rilancia la sfida. Per la confluenza di energie raccolte in ogni angolo di Europa e restituite con forza e convinzione al pubblico. Per il sudore degli artisti. Per il pubblico che percepisce con il cuore e sa rendere omaggio. Per i carcerati che ci hanno aperto la loro casa. Una Humana vergogna di cui andare molto fieri. Rete teatro41 nel suo “grande piccolo” ci ha aperto al futuro”.

Soddisfazione è stata espressa al termine della performance anche dal presidente della Fondazione, Salvatore Adduce: “Devo fare i miei complimenti a tutti coloro che hanno progettato e realizzato questa esperienza. Sicuramente, dopo aver visto Humana vergogna ogni spettatore esce umanamente arricchito. E’ la grande bellezza di Open Future. Gli applausi finali del pubblico in piedi testimonia che dobbiamo continuare su questa strada”.

Share Button