Aeroporto di Brindisi, secchi d’acqua contro il gelo. L’Enac apre un fascicolo d’inchiesta

Aeroporti di Puglia l’ha definita una procedura standard, ma l’Enac non ci sta e promette un’indagine sull’attività di de-icing, l’eliminazione del ghiaccio degli aerei, che sarebbe stata svolta manualmente nell’aeroporto di Brindisi. E scoppia la polemica. E’ il pomeriggio del 4 gennaio, in piena emergenza neve, quando il deputato Mauro D’Attis, inizia a far girare in rete il video di una quarantina di secondi circa, nel quale si vedono chiaramente gli addetti aeroportuali dello scalo di Brindisi andare avanti e indietro muniti di secchi di acqua calda, che poi versano sui velivoli per scongelare il ghiaccio presente. Una procedura che, secondo Aeroporti di Puglia, “è standard e consente, con temperature al suolo maggiori o uguali a zero gradi centigradi, di utilizzare l’acqua calda a 60 gradi. Il test – continua Aeroporti di Puglia – è stato chiesto dal comandante del volo a causa delle particolari condizioni climatiche, per rimuovere eventuali residui di neve dalle ali”. Ma secondo l’Enac, l’Ente nazionale per l’Aviazione Civile, si tratta di una procedura da non svolgere manualmente. Il problema è che l’attrezzatura per svolgere il de-icing è presente solo nell’aeroporto di Bari, come sottolineato da Aeroporti di Puglia, che ribadisce che “l’Aeroporto di Brindisi è certificato in base agli standard europei per la sicurezza ed è dotato degli impianti ed attrezzature necessarie per il regolare e sicuro svolgimento delle operazioni aeroportuali”. Intanto, però, il deputato D’Attis ha annunciato che porterà la situazione, che ha determinato l’annullamento o il dirottamento di quasi tutti i voli del 4 gennaio, all’attenzione della Procura della Repubblica.