Gasdotto Tap: macchie oleose in mare. Intervengono Guardia costiera e Arpa

Macchie oleose e schiumose di fronte alla scogliera di San Foca di Melendugno. Numerose le segnalazioni da parte dei cittadini e dei comitati presenti sul territorio. Sul posto sta lavorando in queste ore la nave che sta costruendo il gasdotto Tap. E così, “il Ministero dell’Ambiente ha attivato subito il Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto”. Lo rende noto il dicastero aggiungendo in una nota che “il personale della Guardia Costiera, insieme a quello dell’ARPA, è uscito in mare con una piccola unità da pesca e ha effettuato tre campionamenti a diverse distanze dalla costa oltre a un quarto campionamento a terra. I risultati dei campionamenti si conosceranno nei prossimi giorni”. “Ringrazio la Guardia Costiera per essere prontamente intervenuta, al momento è stata segnalata solo una lieve iridescenza da idrocarburi. Questo non vuol dire che l’azione di controllo si fermi qui, abbiamo chiesto di pianificare un pattugliamento continuo per l’intera giornata odierna” spiega il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “I cittadini sono delle sentinelle preziose sul territorio e questo governo, questo ministero, conta su di loro per avere tanti occhi sulle emergenze che interessano l’ambiente nel nostro Paese”, ha concluso il ministro. Intanto, il ministro per il Sud Barbara Lezzi, ha dichiarato che i contratti privati relativi alla realizzazione della Tap non sono stati depositati nei ministeri: “noi non eravamo nelle condizioni di sapere né le condizioni né i contenuti prima di andare al governo”. Il ministro Lezzi ha ripercorso il momento della ratifica in Parlamento dell’accordo intergovernativo su cui “ci siamo opposti. Da quando lo abbiamo ratificato – ha aggiunto – ho sempre evidenziato le enormi difficoltà di tornare indietro. Poi sono stati stipulati i contratti di acquisto e vendita di gas che prevedono dei risarcimenti. L’autorizzazione è stata data il 9 marzo autorizzazione, dopo le elezioni e ha stretto ancora di più i margini: questo non doveva essere fatto, è stata una scortesia istituzionale e si doveva aspettare che il nuovo governo decidesse cosa fare”.

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