Tap, sit-in degli attivisti a San Foca contro il gasdotto. E bruciano la bandiera del Movimento 5 Stelle

Hanno strappato e anche bruciato le loro tessere pentastellate, dopo il via libera per la realizzazione del gasdotto. Neanche la pioggia e il forte vento ha fermato gli attivisti che partecipano alla manifestazione No Tap a San Foca di Melendugno. I comitati No Tap hanno organizzato un sit-in per sottolineare ancora una volta la loro contrarietà alla realizzazione del gasdotto che porterà il gas in Italia dall’Azerbaigian. E protestano anche contro il Movimento 5 Stelle, che le promesse per bloccare il cantiere le ha tradite. Tornano a strappare le schede elettorali, ma bruciano anche il manifesto con i volti dei parlamentari eletti nel Salento, compresa quella del ministro del Sud, Barbara Lezzi, e anche una bandiera del Movimento 5 Stelle. “Lo abbiamo fatto perché – hanno spiegato – ci sentiamo traditi da coloro che aveva promesso in campagna elettorale che il gasdotto Tap sarebbe stato bloccato in due settimane, invece il governo Conte ha ora avallato la costruzione dell’opera.Terminata la manifestazione dei No Tap. ‘La battaglia continua’. – Per il sindaco di Melendugno, Marco Potì, la battaglia contro il gasdotto Tap “non è persa, visto che in piedi ci sono ancora vari procedimenti pendenti, sia in sede di giustizia amministrativa che penale”. “Il voto dei cittadini è una cosa seria, i sindaci lo sanno bene –  ha aggiunto – perché quando vanno davanti ai cittadini a dire ‘io faccio questa cosa’, ci mettono la faccia”. Potì lo ha detto poco prima della conclusione della manifestazione organizzata dal movimento No Tap per protestare contro il via libera del governo ai lavori del gasdotto Tap. Alla protesta ha partecipato anche una decina di sindaci del territorio, compreso Pompeo Molfetta, sindaco di Mesagne, territorio anch’esso, come quello di Melendugno, interessato all’attraversamento dell’infrastruttura.

 

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