Taranto, bimba lanciata dal balcone: interrogato il padre

Ingresso del Carcere di Taranto

Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 49enne di Taranto, accusato di aver gettato dal balcone la figlia di 6 anni e ferito alla gola con un coltello il figlio maggiore, di 14 anni. Lotta tra la vita e la morte, la piccola. Fuori pericolo invece il ragazzo. L’uomo è stato interrogato nel carcere di Taranto, davanti al gip Paola Incalza e al pm Filomena Di Tursi. Le accuse sono di tentato omicidio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Si è conclusa, l’udienza di convalida, con la rinuncia dell’avvocato a difendere l’uomo. Il penalista Nicola Cervellera, nominato precedentemente dall’indagato, non se la sente di difendere il 49enne per ragioni “personali e professionali”. Lo aveva assistito per i suoi precedenti di violenza e maltrattamenti in famiglia. Ma ora lascia il caso. Scelta che comporterà la nomina di un avvocato di ufficio.

Si registra intanto un lieve miglioramento per la bambina che resta comunque in condizioni gravissime. E’ quanto fa sapere l’Asl con bolletino medico. “Sono stati eseguiti due delicatissimi interventi chirurgici: il primo dall’equipe neurochirurgica guidata dai dottori Costella e Gigante che, assistiti  dai due anestesisti Bortone e Vespa, hanno portato a termine con esito positivo una craniotomia decompressiva.

La piccola è stata immediatamente sottoposta ad un secondo, e ancora più delicato intervento, questa volta all’addome. L’èquipe, è stata guidata questa volta dai dottori Bellanova e Di Gennaro. L’equipe è completata dagli psicologi del SS. Annunziata, messi in campo dalla Direzione Medica, che stanno assistendo la famiglia della piccola, in particolare la mamma. 

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