Taranto, sit in dei lavoratori e volontari del 118

E’ una straordinaria manifestazione quella di oggi. Straordinaria per i tanti partecipanti che hanno trovato il coraggio di strappare il velo di ipocrisia che si cela dietro ad un servizio che si regge su un precariato istituzionalizzato.

Straordinaria perché è la risposta migliore alle intimidazioni, più o meno celate, che gli operatori del Servizio 118 ricevono ogni giorno da chi ha evidenti interessi personali al mantenimento di questo sistema pieno di ombre.

Sono in grande fermento gli Operatori (dipendenti e volontari) di tutte le province pugliesi, che attendono con ansia che il disegno di legge sulla costituzione di una Agenzia Regionale sul Servizio di Emergenza ed Urgenza, possa rendere giustizia e stabilizzare, internalizzandoall’interno di un unico contenitore, chi da anni è un dipendente senza diritti o è costretto a fingersi volontario, in realtà lavorando in nero e pagato con buoni pasto o buoni benzina.

E’ opportuno rammentare che gli operatori, fra cui gli autisti-soccorritori, sono tutti “professionisti” estremamente preparati, che spesso si formano a spese proprie e a cui si richiedono prestazioni e responsabilità straordinarie, ma inseriti in un sistema frammentato, eterogeneo o addirittura “delirante”, come definito dagli stessi responsabili del settore della Regione Puglia.

Tra qualche anno ci chiederemo come è stato mai possibile tollerare un servizio di emergenza, che è di importanza vitale per le comunità, fondato sulle incertezze e irregolarità di rapporti di lavoro o su lavoratori che devono fingere di non esserlo? Come è stato possibile che tutti sapevano ma si sono girati dall’altra parte facendo finta di nulla?

(comunicato stampa)

 

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