Taranto: pineta Blandamura diventerà porto, la rabbia di ambientali e cittadini

Un porto al posto della pineta. Rischia di diventare un vero e proprio ecomostro quella che per cittadini e ambientalisti è un angolo di paradiso, una delle poche aree di verde pubblico, interessata da macchia mediterranea.

La pineta di Torre Blandamura, tra Leporano e Taranto, potrebbe trasformarsi in porto turistico, dopo la determina firmata questa estate dalla direzione del Patrimonio del Comune di Taranto. Atto che, dopo un iter iniziato nel 1998,  sbloccherebbe la concessione valida per 48 anni, rilasciata alla ITL-Italconsult Costruzioni. Si riaccendono dunque i riflettori su una questione annosa. Un gruppo di cittadini si è costituito in difesa della pineta. Proprio in queste ore porteranno sul posto alcuni tecnici e ingegneri per preparare ulteriore documentazione che possa frenare nuovamente l’opera che definiscono “scempio”. Gli ambientalisti rinnovano l’intervento delle isitituzioni locali, per evitare ciò che danneggerebbe ambiente (si pensi anche ai fondali) e turismo.

La pineta si divide tra Leporano, per la parte dell’ex batteria Cattaneo, e Taranto, per la parte privata. Quella cioè interessata dall’opera, che stando al progetto iniziale, presentato alla Regione Puglia nel 2002, l’opera dovrebbe prevedere 210 posti barca per l’ormeggio, 90 di rimessaggio, 144 posti auto e molo da 252 metri.

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