Ilva: Bellanova, Conte e Di Maio ancora non dicono nulla

“A 35 giorni dal 15 settembre, quando saranno ormai completamente dissanguate le risorse dell’Amministrazione straordinaria, il Governo Conte e il Ministro Di Maio non riescono ancora a dire nulla di sensato su cosa hanno in mente per Ilva. Tantomeno avanzano una proposta concreta da cui far ripartire il tavolo di trattativa”. Così la senatrice Teresa Bellanova che ricorda i punti dell’accordo fra Mise e Mittal proposto ai sindacati, che lo rifiutarono, negli ultimi giorni del Governo Gentiloni. “Quella ipotesi di accordo – ricorda Bellanova – prevedeva da subito 10mila lavoratori assunti da Arcelor Mittal, cui venivano garantiti i diritti economici e normativi acquisiti inclusa l’anzianità di servizio e l’articolo 18, e almeno ulteriori 1.500 a tempo pieno assunti da una società costituita con la partecipazione di Invitalia. Prevedeva strumenti per gli esodi incentivati comprese 100mila euro a lavoratore oltre alla cassa integrazione fino al 2023 e l’impegno di AM a supportare il perseguimento della stabilità occupazionale per tutti i dipendenti Ilva. Garantiva ai lavoratori restanti la permanenza in AS per le opere di ambientalizzazione e indicava le garanzie occupazionali per tutti i lavoratori coinvolti nel processo di rilancio dell’Ilva perché avessero garanzie di continuità occupazionale a tempo indeterminato. Rafforzava le misure sulla tutela e sulla salvaguardia ambientale e contemplava le azioni specifiche per Genova, a partire dall’Accordo di Programma, e per Taranto, con uno specifico Protocollo d’Intesa”. “Una base di partenza che – conclude – la discussione tra le parti sarà utilmente in grado, se immediatamente riconvocata e messa nelle condizioni di operare, di ampliare e ulteriormente rafforzare con elementi migliorativi”.

Share Button