Tragedia Pollino, Borrelli su allerta: “Integrare il sistema nazionale”

Stretta di mano ai soccorritori dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, a  Civita. Hanno salvato 23 persone più gli 11 feriti. La più grave resta la bimba ricoverata al Gemelli di Roma, orfana di Antonio Santopaolo e Carmela Tammaro, tra i dieci deceduti alle gole del Raganello.

Dopo il lutto, ed i riconoscimenti alla macchina dei soccorsi, è il tempo di fare chiarezza. La tragedia si sarebbe potuta evitare? Si sospetta un difetto di comunicazione dello stato di allerta. Discordi il sindaco, Alessandro Tocci, per il quale l’allerta è arrivata alle 13 del 20 agosto, ed il capo della protezione civile regionale, Carlo Tansi che, documenti alla mano, mostra come l’invio della comunicazione è del 19 agosto, replicato il 20, tramite pec ed sms.

Sarà la magistratura a fare luce. Di certo è necessario “integrare il sistema nazionale di allertamento”, spiegano Borrelli e Oliverio, governatore regionale calabrese, a margine della riunione operativa in Comune. Bisogna trovare il metodo, a livello nazionale,  affinché la comunicazione arrivi in maniera “capillare e mirata”, ha detto Oliverio, fino al singolo cittadino.

Sono state dissequestrate e restituite intanto le salme alle famiglie e ai Comuni di appartenenza. Giovedì 23 alle 16 il funerale di Antonio De Rasis, guida del gruppo, unico calabrese tra i deceduti. 

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