Colobraro, sindaco: “Cultura vince discriminazioni e pregiudizi”

Niente più impedimenti per Colobraro. Ma resta, forse, un po’ di invidia. Perché il piccolo paese lucano l’affascino se l’è tolto, con la cultura, l’ironia e la giusta strategia di promozione: ribaltare l’infausta nomina del luogo in attrazione per turisti che , muniti di amuleto, per tutto agosto fanno ingresso nel paese, di martedì e venerdì, quando il superstizioso non parte.

Ogni anno in modo diverso, “Sogno di una notte…a quel Paese”, racconta non solo magia, ma storia e identità lucana in genere, ispirandosi agli scritti di Ernesto De Martino e ai racconti della tradizione popolare.

Per l’ottava edizione il regista e direttore artistico, Giuseppe Ranoia, ha inserito nello spettacolo anche il tema del brigantaggio lucano, scegliendo l’ironia come chiave di lettura, in controtendenza con altre rievocazioni storiche.

“L’ignoranza genera superstizione e pregiudizio. Questo ha fatto subire, negli anni, ai cittadini di Colobraro una forte discriminazione – spiega il sindaco, Andrea Bernardo – oggi con la cultura, come Matera divenuta capitale europea della cultura, abbiamo trovato il nostro riscatto”. 

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