Ilva, Di Maio: “Mittal batta un colpo su piano occupazionale e riprenderemo il dialogo” - trmtv

Ilva, Di Maio: “Mittal batta un colpo su piano occupazionale e riprenderemo il dialogo”

“Il piano occupazionale, così com’è, non può soddisfare le nostre esigenze. Mittal batta un colpo, dia un segnale, e potremo ricominciare a discutere”. Così il ministro Di Maio al termine del tavolo con azienda e sindacati. Spera di avere una risposta da Mittal “per la metà di agosto” così da “far ripartire il dialogo” . “Per quanto riguarda il piano ambientale, invece, attendiamo che si esprima l’avvocatura circa la procedura per l’annullamento in autotutela della gara”. “La vicenda Ilva – spiega Di Maio – è la perfetta rappresentazione del lavoro svolto da quelli che ci governavano prima. Hanno fatto passare sei anni, firmato oltre nove decreti, per lasciarci senza la possibilità di un accordo sindacale e con un contratto già firmato, in cui si parla di 10.100 lavoratori su 14mila. Questo ovviamente rende molto complicato far compiere un passo indietro all’azienda”. “Il bluff – prosegue il ministro – è che il governo precedente ha firmato questo contratto sulla base di una procedura di gara che assegnava metà del punteggio all’offerta economica e, solo l’altra metà, nonostante il dramma di Taranto, al lavoro e all’ambiente. Chi invece aveva fatto la proposta mettendo al centro questi aspetti non è stato preso in considerazione”.

“Spero – conclude – che questa settimana si possa riconvocare il tavolo ma solo previa offerta migliorativa sul piano occupazionale da parte di Mittal”; “sto lavorando nella direzione di favorire l’accordo, fermo restando la spada di Damocle della regolarità della gara che, dovesse anche risultare irregolare, non è detto che sussistano i presupposti per il ritiro in autotutela. Questo è un altro aspetto da verificare bene, per non rischiare il ricorso al Tar da parte di Mittal, in caso di annullamento”. “Sono molto preoccupato – dice in sostanza Di Maio – perché questa procedura non l’ho gestita dall’inizio, e so chi l’ha gestita: partiti che non hanno mai fatto l’interesse della salute e degli altri diritti dei cittadini, ma che hanno solo favorito le lobby.  Io avrei fatto tutto da capo, in maniera completamente diversa”. Infine, sulla decarbonizzazione: “Potremo parlarne nel momento in cui non ci sarà più questa procedura: il piano industriale di Mittal infatti si basa sull’uso degli altiforni”. 

Tra i commenti alla diretta del ministro molti cittadini di Taranto, hanno rinnovato la richiesta di chiusura. E l’ambientalista Fabio Matacchiera, presidente Fondo Antidiossina onlus, scrive: “Se rimane l’Ilva, le famiglie con bimbi cerchino casa altrove…chi può si allontani”.

 

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