Ilva, Mittal o fallimento: stretta sui tempi

Anto, Mittal o fallimento. Un aut aut per l’Ilva. Il governo deve scegliere. Entro il 15 settembre, giorno in cui avrà fine l’amministrazione straordinaria e il fondo pubblico che fino ad oggi ha tenuto in piedi la fabbrica, che già di suo è in perdita di 30 milioni mensili. Dopo, detto ancora più chiaramente, non ci saranno più soldi per pagare gli operai e si rischia il fallimento.

“La crisi di Ilva e’ gravissima e la fotografia scattata dai commissari – che come M5s ringraziamo – e’ a tinte decisamente fosche”. È il commento all’Agi di Mario Turco, senatore M5S, tarantino, componente della commissione Bilancio,
dopo l’audizione dei commissari Ilva i quali hanno ribadito che l’attuale cassa dell’azienda finisce a settembre. “L’azienda ha problemi pesanti di liquidita’ – commenta Turco – e tra i lavoratori e’ chiaro che la preoccupazione cresce
giorno dopo giorno. Chi pero’ accusa il governo attuale, che ricordo lavora su questo dossier soltanto da due mesi, sa di essere in malafede”. Per Turco inoltre, in merito alla gara di cessione dell’Ilva, le criticità ci sono, confermate p, dall’Anticorruzione, e “la legalita’ non puo’ essere considerata un optional.

Il tempo stringe, e’ vero, ma c’e’ anche il rischio di pesanti sanzioni europee ad incombere, che come dichiarato dagli stessi commissari sono gia’ state quantificate in una somma iniziale di 57 milioni di euro”. “Resta – poi – l’assurdita’ dell’immunita’ penale e civile concessa in caso di continuita’ aziendale”, conclude Turco. Rinnovata intanto la richiesta al ministro di maio di recarsi a taranto, entro ferragosto, data che farà da start ad un pericoloso count down. Ripristinare poi il tavolo Istituzionale taranto sul contratto di Sviluppo e soprattutto decidere sull’Ilva. Tutte richieste raccolte in un documento congiunto a firma dei Comuni di Taranto, Statte e Montemesola,con la Provincia di Taranto, la locale Confindustria e le rappresentanze che lunedi’ scorso hanno tenuto una conferenza stampa a Taranto disertando il vertice del Mise ritenuto “pletorico” e” inconcludente”.

“Chiediamo al Ministro Di Maio – si legge nel documento – di confrontarsi seriamente e senza pregiudizi con i cittadini tarantini e le loro istituzioni, non solo con raggruppamenti di comodo, gli chiediamo il coraggio di visitare Taranto, trovera’ gente di buona volonta’, desiderosa di futuro, questa e’ la vera trasparenza”. Nella visita a Matera Di Maio aveva annunciato la visita nel capoluogo ionico, con tanto di smentita, però, dalle sue fila, soltanto il giorno dopo.

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