Bari Calcio, nelle prossime ore la nuova società: si cercano “capitani coraggiosi” - trmtv

Bari Calcio, nelle prossime ore la nuova società: si cercano “capitani coraggiosi”

Si va verso la cordata di imprenditori locali che però lascerebbero “libero” il cda
Dalla catastrofe alla rinascita. Che non tutti i mali vengano per nuocere è un vecchio adagio spesso, però, rivelatosi molto veritiero. E la vicenda del Bari calcio, fallito e scomparso dalla serie B nell’incredulità generale lunedì scorso, potrebbe non fare eccezione. Degli ultimi quattro anni negli ultimi giorni si è scritto molto, si è parlato molto, degli avventurieri che avrebbero gestito malamente la società dopo la “meravigliosa stagione fallimentare” che vide l’abbandono dei Matarrese dopo 37 anni. I tifosi, come ormai gli elettori, sono volubili e si esaltano e deprimono con poco. Ma la cosa certa è che le basi finanziarie non erano sicuramente solide, né nel caso di Paparesta, i cui sostenitori esterni non sono mai stati resi noti, né in quello di Giancaspro, su cui pesa anche un deficit di comunicazione nei confronti della piazza in verità non del tutto a lui imputabile, vista la scarsa attenzione del team nei confronti di molti media cittadini. Ma oggi si volta pagina: società nuova, voglia di pulizia, e non è detto che una sana catarsi ripartendo dalla serie D non faccia bene anche all’ambiente. Il sindaco Antonio Decaro, depositario del titolo sportivo secondo le regole della Figc, sta valutando le proposte giunte a Palazzo di Città per far rinascere, o meglio far continuare, il calcio barese che giustamente non può accantonare 110 anni di storia. Si parla di una ventina di imprenditori, la maggior parte baresi doc, che sarebbero pronti a investire non meno di 100mila euro a testa nell’impresa: nomi come Domenico Di Paola, Beppe Fragasso, Domenico De Bartolomeo, Donato d’Agostino, i fratelli Ladisa, che farebbero da traghettatori per un’impresa che fatalmente costerà molto meno di un impegno diretto in serie B, e che li vedrebbe semplici sostenitori di un cda “laico” composto da professionisti legali e finanziari. Una buona soluzione, magari affiancata da un’azionariato popolare più o meno vasto, che però difficilmente reggerebbe di fronte a un ritorno nelle fila del professionismo, tra la serie A e la B, a cui una piazza come Bari naturalmente deve tendere. Ma per adesso, conviene accontentarsi, e dimostrare, anche in serie D o C se mai sarà possibile, quell’attaccamento alla squadra, e allo sport pulito, che dovrebbe essere la vera essenza del calcio.

 

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