Polese e Cifarelli (Pd) su visita Di Maio a Matera

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Segretario Pd Basilicata Mario Polese

E’ arrivato il momento che Luigi Di Maio diventi adulto, assumendosi le sue responsabilità e spogliandosi dei panni da strillone di provincia. Non è più, o almeno non solo, il portavoce, o “capo” del Movimento 5 stelle. Di Maio è ministro e vice presidente del Consiglio. So che solo ad immaginarlo pare assurdo, ma tant’è e per rispetto del buon senso, della verità, della Repubblica che rappresenta e della Costituzione, deve rispettarne le regole ed i principi che ogni giorno dimostra di non conoscere. Di Maio non è più un semplice oppositore sempre in campagna elettorale ma guida, come fosse una corrente minoritaria della Lega, insieme a Salvini, l’Italia. È ora che se ne accorga. La visita di ieri, da occasione per dimostrare che il Sud, con Matera in testa, può ancora ambire a essere guida reale per il rilancio del Paese, si è trasformata in una farsa in cui con il solito piglio qualunquista, demagogico e complottista ha preso la scena a scapito del senso delle istituzioni e della verità. Comprendo che avesse ben poco da raccontare, essendo questo finora il Governo più inconcludente della storia repubblicana, ma dal momento che ha deciso di visitare la città di Matera nel ruolo di ministro avrebbe dovuto avvertite le istituzioni e non solo comunicare l’arrivo attraverso i canali del proprio partito. Non si tratta semplicemente di una caduta di stile, ma dello specchio fedele di una non curanza quasi infantile unita ad un ‘doppiopesismo’, al limite dell’imbarazzo, che Luigi Di Maio dimostra nei confronti di tutto ciò che non è del suo colore.

E’ gravissimo che sbeffeggiando la Costituzione si permetta di intervenire sulla vicenda della Sanità lucana in una fase così importante e delicata dell’iter giudiziario. Di Maio entra a gamba tesa, ignorando leggi e quel principio alto e intoccabile garantito dalla nostra Costituzione che presuppone l’innocenza per ciascun cittadino italiano (tutti nessuno escluso!) fino al Terzo grado di giudizio. Si permette di giudicare il governatore Pittella, in pieno delirio elettorale, ma dimentica evidentemente che per accuse ben più gravi a Roma contro la sindaca Raggi non ha preso alcun provvedimento. Sia chiaro la Raggi è innocente per la Costituzione fino alla fine dell’iter giudiziario e dovrebbe dimettersi per ben altri motivi, quelli di una comprovata incapacità quotidiana, ma per lo stesso principio lo è assolutamente anche Marcello Pittella. A nessuno è consentito di esprimere sentenze incaute e con tanta leggerezza men che meno a un vice presidente del Consiglio dei Ministri. Non è così caro Luigi che recuperi i consensi al Sud, quelli che hai perso dopo aver venduto il nostro Paese alla Lega Nord, perché sempre tale rimane, di Salvini e Bossi. Partito che, e qui si invece si parla di sentenze passate in giudicato, deve ancora restituire agli italiani circa 50 milioni di euro.

Il portavoce dei 5 stelle però, ha preferito come sempre la scorciatoia degli slogan, delle bugie e dei ‘comizietti’ improvvisati per cavalcare menzogne come quella dei tagli ai vitalizi che in realtà sono ‘favori’ ad amici di cordata, come Gianfranco Fini che vede addirittura aumentare il proprio emolumento. O puoi negarlo Luigi? In tutto questo l’unico taglio realmente accaduto è quello di migliaia di posti di lavoro tra cui molti lucani che proprio ieri avete sciaguratamente messo in atto salvo poi utilizzare la formula ormai tristemente nota tra i pentastellati del ‘non sapevo’ o meglio ‘fatto a nostra insaputa’. La colpa del Di Maio è sempre degli altri. In realtà si deve solo vergognare!

Cifarelli: Di Maio garantista a giorni alterni

L’assessore regionale alle Attività produttive, Roberto Cifarelli, replica a muso duro al leader pentastellato Luigi Di Maio che, ieri a Matera, smettendo i panni istituzionali di vice presidente del Consiglio, si è esibito in una polemica politica che la dice lunga sul doppiopesismo dei 5 Stelle, garantisti a giorni alterni.
“La visita del vice premier a Matera per esplorare le opportunità che deriveranno dalla sperimentazione del 5G rappresenta – afferma Cifarelli – un positivo riconoscimento alle attività messe in campo per potenziare la rete e le connessioni e per favorire il rafforzamento delle imprese ad alto contenuto tecnologico a Matera, prosisma capitale europea della cultura. Mi pare che l’ interesse mostrato con la visita rappresenti, quindi, un riconoscimento, anche alle buone attività messe in campo dal precedente governo nazionale. La tecnologia 5G è sinonimo di innovazione tecnologica, settore in cui la Regione Basilicata ha investito decine e decine di milioni di euro soprattutto per far arrivare la banda ultralarga nei 131 comuni della Basilicata e in tutte le aree industriali.
Peccato però – continua l’assessore regionale – che la visita si sia trasformata in un’occasione di polemica politica, per effetto di almeno un paio di considerazioni espresse da Di Maio in qualità di portavoce del Movimento 5 Stelle. La sua richiesta di dimissioni lanciata all’indirizzo del presidente della Giunta regionale Marcello Pittella appare contraddittoria e fortemente di parte alla luce della “indulgenza”, per non dire altro, manifestata nei confronti dei diversi avvisi di garanzia notificati, ad esempio, al sindaco di Roma per varie vicende. Un leader di partito, tanto più se uomo di Governo, non può usare due pesi e due misure. Ricordo a Di Maio che in Italia vige la presunzione di innocenza piuttosto che la presunzione di colpevolezza. E questo vale sia per gli iscritti al Pd che per gli amministratori del M5S.
Rispetto poi alle sue dichiarazioni sulla sanità lucana, vorrei tranquillizzare il rappresentante del M5S, ma soprattutto i lucani: la sanità lucana è in buona salute, ha i conti in ordine, vi lavorano con dedizione medici, infermieri e personale amministrativo di grande qualità che ogni giorno con impegno assicurano buoni servizi alla persona sia negli ospedali che sul territorio.

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