Ilva, irregolarità nella gara? Di Maio invia gli atti all’Anticorruzione

Gli atti della gara di aggiudicazione di Ilva sono già nelle mani dell’autorità anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone.

Passa la palla a chi di competenza, quindi, il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio , ricevuta la lettera inviata dal presidente della Regione Puglia,
Michele Emiliano, per chiedere di “disporre opportune verifiche sulla correttezza della procedura di gara espletata per la cessione dell ilva”.

Emiliano mette a confronto le due offerte in gara un anno fa, quella di Am Investco, controllata da Mittal, e di Acciaitalia con Jindal e
Cassa Depositi e Prestiti. Per il governatore pugliese “la preferenza accordata”
ad Am Investco “appare incongrua perche’ basata sostanzialmente
solo sull’offerta economica senza alcuna considerazione degli
aspetti qualitativi della medesima offerta”. Emiliano indica
anche “un evidente e’ conclamato rischio Antitrust” con
l’assegnazione dell’Ilva a Mittal, pur ricordando che a maggio scorso l’Unione Europea, al termine di un’istruttoria molto articolata, ha dato il via libera alla multinazionale dell’acciaio, alla condizione di dismettere una serie di impianti in Europa.

Sottolinea un altro aspetto Emiliano: la cordata Acciaitalia “aveva proposto un piano ambientale da eseguire entro il 2021 con l’utilizzazione di tecnologie a minor impatto ambientale” come la decarbonizzazione del ciclo produttivo, tema sul quale Emiliano insiste da tempo è che ha portato anche sui tavoli di Bruxelles poche settimane fa. Ben venga approfondire sulle procedure di gara anche per il predecessore di Di Maio, l’ex ministro Calenda, ministro quando la scelta è ricaduta su mittal: ” qualsiasi ulteriore verifica di legalita’ e conformita’ alle norme – scrive su Twitter – e’ benvenuta”.
Intanto, Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink , annuncia che chiederà a di maio la revoca degli amministratori straordinari. Le motivazioni saranno rese note nelle prossime ore.

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