Minorenni usati per spacciare, sgominate due organizzazioni criminali nel tarantino

Minorenni usati per spacciare droga. Se ne contano quattro tra le dieci persone coinvolte nell’operazione antidroga Gioventù bruciata. Sono stati sottoposti a fermo, mentre gli altri sono stati arrestati. Sono tutti appartenenti a due organizzazioni criminali di Martina Franca (Taranto), incastrati dalla Polizia.

Tutto è iniziato nel 2016, dallo sfogo di alcuni genitori, i quali hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto alle Forze dell’ordine, perché insospettiti da alcuni comportamenti di figli minori, dai 14 anni di età. Gli occhi rossi, l’odore di fumo, gli atteggiamenti arroganti e nervosi, la vendita dei regali degli oggetti in oro ricevuti alla Comunione o alla Cresima. Da qui l’iniziativa dei genitori, ignari del fatto che avrebbe portato allo smantellamento di due organizzazioni criminali. L’una specializzata nella vendita di droghe leggere e l’altra nello spaccio di cocaina e, all’occorrenza, pronte a collaborare tra loro pur di mantenere il monopolio della piazza martinese. La prima capeggiata dalla coppia Emanuele Soliberto, 39enne e Angelica Chiarelli, 38enne, entrambi finiti in carcere. Avevano indirizzato uno dei minori allo spaccio, già arrestato il 29 giugno scorso, per lesioni aggravate, tentata estorsione, rapina e sequestro di persona, reati perpetrati ai danni di tre coetanei. Il secondo gruppo criminale, capeggiato da Michelangelo Scarcia, 53 anni, era formato dal proprio figlio Francesco, 33enne, da Davide Derasmo, 22 anni, dalla 19enne Mariagrazia Turnone, sottoposti ai domiciliari.

Si contano ancora 21 denunce e 16 persone sono indagate in stato di libertà.

Quanto ai sei arresti, sono avvenuti in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo salentino. I fermi per i quattro minori sono stati disposti dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Taranto, Pina Montanaro, su richiesta del pm Lelio Festa.

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