Ilva, tema al centro dell’agenda che attende Cottarelli

La vertenza Ilva è tra i temi al centro dell’agenda di impegni per il prossimo governo. Priorità rafforzata dal termine del 30 giugno. Scadono infatti alla fine del mese prossimo i termini per completare l’acquisizione dell’Ilva da parte del gruppo ArcelorMittal, dopo che la cordata AmInvestCo ha ricevuto il via libera dell’Antitrust europeo. Ma rimangono ancora tutti aperti i nodi occupazionali ed il tavolo al Ministero per lo Sviluppo è interrotto. Azienda e sindacati metalmeccanici non hanno trovato l’accordo su mantenimento dei livelli occupazionali e garanzie reddituali e contrattuali. Ciononostante, dal 30 giugno, l’azienda subentrante potrà ugualmente chiudere l’operazione. Dovrà occuparsi subito della vertenza più grande del Paese, dunque, Cottarelli. Dovrà considerare anche che allo stato attuale, la società perde circa 30 milioni al mese e il rifinanziamento fatto dal governo e’ agli sgoccioli. Ed allo stremo sono gli operai dell’Ilva, cosi come i cittadini tutti di Taranto, incagliati in una situazione delicata e grave.

In sofferenza soprattutto i lavoratori dell’indotto. “A Roma sono solo bravi a fare i loro calcoli politici, mentre qui stiamo morendo – ha detto il consigliere regionale Renato Perrini commentando la notizia che una ditta dell’indotto sta avviando una procedura di licenziamento collettivo per i suoi 119 dipendenti”. Che le imprese dell’indotto Ilva siano al collasso l’ha denunciato più volte il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, con appelli e richieste di interventi urgenti.

Quanto all’ambiente, e alla salute quindi, è partita la petizione dell’associazione dei Genitori tarantini che chiedono al sindaco la tutela della salute pubblica, altrimenti provveda con eventuale ordinanza di arresto degli impianti.