Ilva, botta e risposta Emiliano-Bellanova. Il 30 intanto è sciopero

Sciopero di 24 ore per gli operai dell’Ilva il 30 aprile, vigilia della Festa del lavoro. E all’indomani del primo maggio, sarà la volta del consiglio di fabbrica. Mentre i metalmeccanici, dichiarato lo stato di agitazione, si organizzano, la politica si confronta, o meglio si scontra, per lo più attraverso i social. I bracci di ferro sono tra il governatore della Puglia, Michele Emiliano, il ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda e la sua vice, Teresa Bellanova. Da una parte, l’esponente Frontedem, parla di “governo scaduto che insulta il governo legittimo della Regione Puglia e un intero partito politico, il M5S, che secondo lo stesso governo cui appartiene ha vinto le elezioni (e certamente le ha vinte a Taranto dove ha superato il 50% dei voti)”.

Dall’altra parte, la Bellanova risponde ad Emiliano sulla richiesta di aggiornare il decreto cosiddetto “salva Ilva”: “Il decreto non è modificabile – spiega la viceministro – a meno che non si voglia far saltare la trattativa. Spero che nessuno punti a questo”. Governo scaduto dice emiliano ma poi si rivolge al primo ministro: “Faccio appello al Presidente Gentiloni perchè impedisca ai membri autoreferenziali e scaduti del suo esecutivo di portare avanti, peraltro malissimo, la trattativa col sindacato sui livelli occupazionali Ilva”.

Si proceda con questo governo, invece, per il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Dopo l’appello all’Arcelor Mittal di rivedere il piano occupazionale, spiega, poco spazio resta al Comune per intervenire, ma si tuteli Taranto, non pensando ad essa e all’Ilva come a una città e una vertenza qualunque.

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