Ilva, Mittal: “Ok 10mila assunzioni”. Metalmeccanici: “Salvare tutti i 14mila”

Dopo oltre cinque ore ininterrotte di confronto al Ministero dello Sviluppo economico ecco le novità, ben poche a fronte di sei mesi di incontri, sulla trattativa Ilva. Primo: fissata la data per il prossimo incontro all’11 aprile alle 10, stessa sede. Arcelor Mittal, poi, dalle 8mila unità di cui si è parlato negli ultimi giorni, torna a valutare le 10mila assunzioni, a fronte però di 14mila dipendenti da reintegrare, senza contare l’indotto. Si rischiano dunque 4mila esuberi, ma i sindacati non ci stanno.

“Permangono le differenze tra noi e il gruppo Arcelor Mittal su esuberi e su trattamenti di lavoro”, afferma Rocco Palombella, segretario generale Uilm. “C’è stato un momento in cui pensavamo di interrompere la trattativa – commenta a caldo al termine dell’incontro – ma abbiamo deciso di rivederci l’11 aprile, con l’intesa che l’azienda sia allora disponibile a modificare la sua impostazione, perché un organico di 14mila lavoratori è una garanzia di sviluppo del piano industriale”.

Anche per Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom Cgil, la situazione “resta immodificata, l’azienda intende applicare quanto previsto dal contratto di acquisto, ma noi non siamo disponibili a un accordo sindacale che nei fatti sancisce un contratto stipulato fra governo e Mittal”.

I metalmeccanici insistono sul mantenimento di 14.000 lavoratori da assumere.

Sui tempi della trattativa torna il segretario Fim Cisl Taranto Brindisi, Valerio D’Alo’: “Abbiamo sempre detto che bisogna far presto ad affrontare i temi clou della trattativa. Finalmente si è parlato dei capitoli veri della vertenza. Chiaro che ci siano punti di lontananza, ma finchè non si affrontano i nodi restano lì. Noi auspichiamo – conclude – in una possibile intesa tra le parti”.

Con il passaggio di Ilva ad Am Investco i sindacati chiedono inoltre il mantenimento delle garanzie maturate da contratto.

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