Politiche, Confindustria Taranto: “Resti alta l’attenzione del Governo sulla città”

Vincenzo Cesareo, presidente Confindustria Taranto

Tenere saldo il filo diretto, seppur intricato, con il Governo, per non vanificare quanto fatto per Taranto. E’ l’appello di Confindustria, all’indomani dell’assise degli industriali a Verona e alla vigila delle elezioni. “Qualunque esso sia, il governo che si andrà a delineare dopo le consultazioni del 4 marzo, dovrà guardare con obiettività e responsabilità alle questioni ancora in gran parte sospese che riguardano Taranto e provincia”. Così il presidente, Vincenzo Cesareo.

“Reduce da una recessione congiunturale senza precedenti, stravolta da una significativa flessione dei consumi, vessata dalle pesanti problematiche derivanti dalla vicenda Ilva,  Taranto, seconda città più industrializzata dal Mezzogiorno, si è ritrovata alle prese con un tessuto economico sfilacciato e povero di vivacità produttiva. L’asse dell’attenzione del Governo – inoltre – si è spostata quasi contestualmente dalla questione siderurgia ad altri asset fondamentali, quali l’Arsenale, la città vecchia, la sanità, il Porto, il polo museale, investendo tutto il sistema Taranto nella sua complessità e nelle sue multiformi espressioni, che l’hanno talvolta portata alla denominazione di città-pilota o laboratorio ambientale d’Italia”.

Ne sono sorti dibattiti e polemiche. Ciò non vanifichi quanto ottenuto, dice Cesareo. Pensiamo al Cis, al Masterplan per il Sud, all’Accordo di Programma ancora in itinere, alle Zes, al Porto, allo stato di avanzamento dei lavori di risanamento ambientale per Ilva e non solo.

L’appello ai candidati arriva anche dall’Ance Confindustria Taranto. “La filiera edile negli ultimi anni ha dimezzato fatturato e forza lavoro – spiega il presidnete paolo Campagna – e che invece proprio per natura stessa della sua capacità produttiva non delocalizza, utilizza maestranze locali, realizza qui i suoi investimenti e fortifica una filiera di artigiani, imprese e fornitori estremamente localizzata”. Proprio per questo l’Ance chiede “attenzione e politiche adeguate”.

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