Ilva al Comune: “Gallerie già in sicurezza”. Intanto silenzio dal Mise

Calenda convochi subito un tavolo con tutte le parti. E Arcelor Mittal si decida a presentare a Taranto il piano ambientale. Due richieste del presidente della Provincia ionica, Martino Tamburrano, in alcune dichiarazioni alla Gazzetta del Mezzogiorno. Rompe il silenzio, inaspettatamente calato sulla vicenda Ilva, dopo la presentazione della proposta dell’accordo di programma, avanzata dal Comune. Proposta dopo la quale il presidente della Regione Michele Emiliano ed il sindaco Rinaldo Melucci si aspettavano la convocazione dal premier Paolo Gentiloni, e una risposta dal ministro Carlo Calenda o dalla sua vice Teresa Bellanova. Niente incontri in previsione, invece.

Eppure alla conferenza di fine anno, in Regione, Emiliano ha parlato chiaro. “Il ricorso resta in piedi” ha evidenziato, ricordando che la rinuncia alla richiesta di sospensiva si può ripristinare. E infatti i due enti hanno la possibilità di ripresentare, entro il prossimo 16 febbraio, la richiesta di sospensiva del piano ambientale approvato col decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

Il silenzio da Roma non fa bene alla situazione. Quella dell’Ilva è una vicenda che tocca 200mila abitanti di Taranto, in tema di Salute. E circa 20mila unità, quanto al Lavoro. Due diritti primari della Costituzione. In più c’è da fare i conti con gli impianti, datati. Usb ad esempio denuncia il rischio crollo del capannone del reparto della Colata Continua. Avviso che giunge all’indomani dell’esplosione nel reparto Gestione rottami ferrosi che ha causato alcune ustioni per un operaio.

Il Comune inoltre ha sollecitato l’Ilva alla messa in sicurezza delle gallerie franate al quartiere Tamburi. “Attività già avviata nel 2015 – fa sapere l’azienda – a fronte di una spesa di 13 milioni su 20 complessivi previsti dal progetto”. Ora starà agli uffici competenti verificare lo stato delle cose. Se Ilva parla di “stabilità” e di “nessuna criticità per la città soprastante”, il Comune si è detto pronto, se non saranno ripresi immediatamente i lavori, ad agire per vie legali.

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