Un buon 2017 per i musei lucani rispetto al 2016 ma non rispetto al 2015

Nel 2017 i visitatori nei musei della Basilicata sono stati 250.420, con un aumento percentuale del 6,35% rispetto al 2016, quando furono 235.468. Il dato e’ stato reso dal Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini ; numeri in linea con quelli nazionali che “segnano il nuovo record per i musei italiani: superata, infatti, la soglia dei 50 mln di visitatori e incassi che sfiorano i 200 mln di euro, con un incremento sul 2016 di circa +5 milioni di visitatori e di +20 milioni di euro”. Ma se il confronto con il 2016 è positivo per la Basilicata, con il 2015 – fa notare Piero Scutari, presidente del Centro Studi Turistici Thalia è negativo – nel 2015 infatti i visitatori nei musei lucani furono (256.770) più sia del 2016 che del 2017 Tra le prime 4 posizioni un luogo della cultura potentino e tre del materano Tra i primi per visitatori si conferma il Museo Archeologico Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” , seguito dal Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata di Matera . A seguire il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto a Bernalda e il Museo  Nazionale della Siritide a Policoro. Nessuno dei musei lucani – continua la nota del ministero – e’ nella ‘Top 30 dei musei italiani’ ma l’area archeologica di Venosa (Potenza) – inserita nel paragrafo sui ‘siti archeologici meno integrati nei grandi flussi turistici’ – ha fatto registrare un ‘forte incremento’ di visitatori (38%) nel 2017. E’ necessario interrogarsi sulle cause – aggiunge Scutari; in tal senso dall’indagine dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano sui musei italiani emerge che il 52% delle istituzioni italiane possiede almeno un account sui social network; rendere i 17 luoghi della cultura statali presenti in Basilicata più social e dotati di moderne tecnologie – fa intendere – sarebbe un buon passo per recuperare un trend positivo visto che comunque – aggiungiamo noi – sono tanti gli eventi di qualità presenti all’interno dei musei lucani come testimoniano i buoni risultati di Melfi e Matera.

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