Ilva, Emiliano al premier: “Ecco le ragioni del ricorso”

All’appello del premier Gentiloni, giunge immediata la replica del presidente della Puglia Emiliano che dichiara di essere disposto ad incontrare il Presidente del Consiglio “per illustrargli le ragioni del ricorso e il punto di vista della Regione Puglia sul piano industriale e sul piano ambientale dell’Ilva di Taranto. Il ricorso – aggiunge Emiliano – ha il fine esclusivo di tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori da uno stabilimento per il quale è attualmente in corso un processo penale per disastro ambientale e avvelenamento di sostanze alimentari davanti alla Corte d’Assise di Taranto e per il quale occorre impedire che le condotte di reato siano reiterate”.

Il premier ha chiesto il ritiro del ricorso al Tar di Lecce sul dcpm con il quale il Governo ha approvato il Piano ambientale per l’ILva.

Replica pure Melucci, sindaco di Taranto: il dialogo “non si è mai arrestato, anche nelle ore più difficili o nei momenti in cui abbiamo subito le peggiori pressioni mediatiche”. Poi aggiunge che il Comune ha già comunicato al Mise quali sono “le modalità utili per consentire il ritiro del ricorso”.

Apertamente schierato con il presidente della Regione Puglia, il leader nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli: “Si vuole far passare Emiliano come un irresponsabile perché chiede una cosa elementare: la modifica del piano ambientale Ilva  garantendo quello che in altri paesi europei è dovuto e normale, ovvero il rispetto delle normative ambientali  della salute  e l’eliminazione della norma che garantisce l’immunità penale e  civile in caso di violazione della legislazione sanitaria e ambientale”. “Oggi con il piano ambientale proposto da Arcelor Mittal – continua il leader dei Verdi – si proroga fino al 2023 la realizzazione di interventi fondamentali come la copertura del parco minerali. Penso che un primo segnale che il presidente del consiglio Gentiloni potrebbe fare, considerato che il ministro Calenda non ha ritenuto doveroso fornire una risposta, è quella di eliminare con Dpcm l’immunità penale ad Arcelor Mittal prevista dal decreto 98/2016”. “Modificare il piano ambientale, introdurre la valutazione del danno sanitario e eliminare l’immunità penale alla proprietà, in nome dell’articolo 3 della Costituzione, sono il minimo che si possa fare in un paese civile”, conclude Bonelli.

Dalla parte del premier, invece, il consigliere regionale e segretario del Pd Puglia, Marco Lacarra: “Appoggio e condivido l’appello di Gentiloni a a ritirare il ricorso al Tar, nel solo ed esclusivo interesse dell’ambiente e dei lavoratori. Credo che sia ora di mettere fine al dissidio tra governo regionale e nazionale sulla questione e, in tal senso, il presidente del Consiglio è la migliore garanzia per l’avvio di un confronto sulle questioni che la Regione Puglia ha sollevato e che sono alla base del ricorso davanti al tribunale amministrativo di Lecce”.

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