Mafia: manette per 12 di Scu e ‘ndrangheta. Sospette infiltrazioni nelle regionali 2015

Sospette infiltrazioni mafiose nelle elezioni regionali pugliesi del 2015, a favore di un candidato tarantino. E non solo. Ci sono una sfilza di accuse per tredici persone arrestate dai Carabinieri del Ros tra Bari, Taranto, Barletta-Andria-Trani e in altre città italiane.

La Direzione distrettuale antimafia di Lecce ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i componenti di una frangia della Sacra Corona Unita per associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione , danneggiamento, rapina con l’aggravante del metodo mafioso, detenzione di armi, trasferimento illecito di valori. Undici sono finiti in carcere, uno ai domiciliari e un altro ha l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.

Punto di partenza delle indagini, nel 2014, i legami tra il boss della Scu Cataldo Caporosso, operante a Massafra, e il boss calabrese Umberto Bellocco, vecchio “patriarca” della “’ndrangheta”, a capo dell’omonima cosca di Rosarno (RC), da sempre ai massimi vertici del sodalizio, peraltro tra gli storici fondatori della Sacra Corona Unita.

Tanti gli episodi dietro all’operazione denominata Lampo. Ad esempio i danneggiamenti al magazzino della Starfish di Taranto, con una grossa motosega, come conseguenza a dissidi col Caporosso. Grazie alle indagini, inoltre, è stato scoperto il patrimonio del sodalizio, fatto delle entrate delle attività illecite e usato a mo’ di fondo cassa per comprare e ricaricare cellulari, fare benzina e per eventuali spese legali degli affiliati. Il gip ha disposto il sequestro preventivo di una attività di onoranze funebri, quattro auto e diversi conti correnti bancari e postali, intestati a Caporosso e ai suoi familiari. I Carabinieri hanno scoperto, ancora, una fiorente attività di spaccio di cocaina ad Andria, con a capo Riccardo Sgaramella, detto Salotto.

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