“Il Vangelo secondo Mattei”, per Andrisani e Zullino opera prima di coraggio, spessore e maturità

Che il film dei due materani Antonio Andrisani e Pascal Zullino, “Il Vangelo secondo Mattei”, sia una pellicola con una cifra stilistica di qualità lo dicono già alcuni premi e riconoscimenti ricevuti in Italia e fuori dal territorio nazionale come il Premio Speciale alla 5a edizione del Russia-Italia Film Festival e una Menzione d’onore al River Film Festival di Padova; ora, ci sarà il vaglio del pubblico o meglio del botteghino, a testarlo, in vista della programmazione della pellicola in circa 20 sale tra Puglia e Basilicata con date anche a Torino e Roma, oltre che una programmazione che continua nella città dei Sassi. La serata della prima nazionale quella del 26 di Ottobre, giocata in casa al teatro Duni di Matera, ha fatto registrare un sold out, e se il dato, per molti non sarà indicativo, dato l’affetto incondizionato della cittadinanza verso i due artisti locali e al territorio, è un numero allo stesso tempo da evidenziare, in quanto vince, cosa non facile, quella tendenza molto spesso ricorrente nelle piccole realtà del “nemo profheta in patria”. Il film. Da sfondo, alla commuovente integrità morale di un anziano attore mai approdato al successo, Franco, interpretato da un impeccabile Flavio Bucci, un mondo spietato quello del petrolio, ostile alla realizzazione di un film sul tema, quello di Alberto Rizzo, interpretato da Antonio Andrisani e di Savino, il suo assistente, interpretato da Pascal Zullino. Un intreccio di storie, dal quale emerge a chiare lettere, dalle varie solitudini esistenziali, l’interrogativo inquietante, se sia più sporco l’animo umano o il petrolio. Il finale, quello, lo lasciamo in sospeso, viste le tante date ancora in programmazione. Una commedia dal sapore amaro, impresa non facile, una pellicola matura da parte dei due artisti materani. “Noi siamo tranquilli – ha dichiarato Antonio Andrisani a poche ore dalla prima, il 26 ottobre, adesso la palla passa allo spettatore, mi auguro che possano gradire e magari fare anche un po’ di pubblicità positiva, quello di cui abbiamo bisogno”; “dobbiamo attivarci anche con il “passaparola” ha aggiunto scherzosamente, ma non troppo, Pascal Zullino. E’ la realtà del cinema indipendente in fondo”. “Lavorare con questi due ragazzi è stato meraviglioso – ha dichiarato Flavio Bucci – intanto perché lavorare in sé è un fatto meraviglioso, poi perché è bello aiutare le nuove generazioni per cercare di costruire un mondo migliore. La cultura non è dei ricchi o dei poveri. E’ dentro. O ce l’hai o non ce l’hai”. Per le altre date della programmazione www.moovioole.it

 

 

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