Ilva: revoca Aia “irricevibile” e tolti poteri al Comune: Melucci non esclude il ricorso

Una cittadinanza rammaricata e delusa. E un Comune messo all’angolo nelle decisioni. Pronto però a non “escludere il ricorso a strumenti di tutela giuridica anche di rango europeo”. E’ la Taranto descritta in una lettera dal sindaco Rinaldo Melucci al Ministro per l’Ambiente Gianluca Galletti, sulla revoca dell’Aia all’Ilva e più in genere sul Piano ambientale della Am InvestCo Italy. Non una missiva dai toni diplomatici, come siamo stati abituati, ma righe in cui il primo cittadino non le manda a dire. “Non si può sorvolare su di una procedura più volte avvertita come sovraordinata rispetto alle reali esigenze del territorio e della sua comunità e che dopo uno stuolo di decreti al limite degli standard europei si avvia frettolosamente alla sua definizione nell’interesse forse del mercato e di certi creditori, non primariamente di Taranto” il cui Comune è stato “depauperato di ogni autorevolezza e potere di intervento ovvero dissuasione, non un mirabile esempio di percorso democratico”.

“Si tratta  – scrive  Melucci – di una formale sospensione del diritto, per un’Amministrazione che non è libera di operare nel quadro del TUEL, come altrove sarebbe naturale accadesse. Dunque – tira le somme – stante il mediocre contributo in termini di innovazioni tecnologiche, di analisi preventive del rischio sanitario, di coinvolgimento dirimente della comunità, di attenzione alle esigenze degli stessi lavoratori dello stabilimento siderurgico e finanche di accessibilità al vero e proprio piano industriale di medio-lungo periodo ed agli obblighi contrattuali derivanti, nonché la struttura del DPCM previsto come esito della procedura, non si può ad oggi escludere il ricorso a strumenti di tutela giuridica anche di rango europeo. Negli ultimi anni si poteva dare un segnale apprezzabile alla città – osserva il sindaco – attraverso interventi di grande impatto sull’ambiente e sulla salute, complici le problematiche finanziarie e giudiziarie, si è preferito mettere in esecuzione interventi che definire minori ci costringe ad uno sforzo di estrema eleganza. Da questo punto di vista, una riflessione su ulteriori proroghe e differimenti dell’applicazione del “miglior” piano ambientale risulta del tutto irricevibile”.

Poi torna sulla decarbonizzazione: “Questa sì che avrebbe consegnato alla città ed alle sue generazioni future una ambizione, in un contesto di rinnovata pace sociale ed apertura agli aggiudicatari”. Il 25 luglio scorso, il Sindaco ha ricevuto a Taranto i massimi esponenti della NewCo AM InvestCo Italy. Ora alle parole corrispondano i fatti.  A partire dalla copertura dei parchi minerali.

 

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