La Luna e i calanchi, ad Aliano si è discusso de “I migranti nel mondo che cambia”

I migranti nel mondo che cambia: il decreto Minniti, le ong, l’Italia e l’Europa. Ne hanno parlato a Aliano (MT) il viceministro Bubbico, il prefetto Bellomo, monsignor Intini, Iacomini di Unicef e Chiorazzo di Auxilium.

Accogliere, proteggere, promuovere e integrare migranti e rifugiati. Sono queste le parole chiave dell’intervento di Papa Francesco, con il quale il Pontefice ha anticipato i contenuti del suo discorso per la Giornata del Rifugiato. Ma cosa vuol dire accogliere? Ed è possibile fare discriminazioni tra chi fugge da guerre e discriminazioni e chi fugge dalla fame? Hanno provato a rispondere il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, il vescovo di Tricarico Giovanni Intini, il Prefetto di Matera Antonella Bellomo, il portavoce di Unicef Andrea Iacomini e il fondatore della cooperativa Auxilium Angelo Chiorazzo, nel corso dell’interessante incontro dal titolo “I migranti nel mondo che cambia: il decreto Minniti, le ong, l’Italia e l’Europa”, che si è svolto nella mattinata del 23 agosto a Aliano, l’affascinante paese della provincia di Matera dove fu esiliato Carlo Levi e dove è in corso il festival “La luna e i Calanchi”, organizzato dal poeta Franco Arminio, il quale ha aperto il convegno insieme al sindaco di Aliano Luigi De Lorenzo.

Sollecitato sui temi caldi dell’attualità il viceministro Bubbico ha affermato che l’Europa vive una crisi di senso:  “È necessario tornare al grande progetto iniziale, che non è uno spazio dove ognuno realizza le proprie convenienze ed egoismi, ma una casa comune dove tutti militano per un grande progetto di sviluppo, capace di soddisfare i bisogni di ciascuno”. 

Per il portavoce di Unicef Italia Iacomini il trattato sui diritti dell’infanzia è il più ratificato, ma anche il più violato al mondo: “Ci si accorge dei drammi che attanagliano tanti Paesi solo quando masse di uomini sono costrette a fuggire e premono alle nostre porte”. E sullo Ius soli Iacomini dichiara: “Dobbiamo rispondere alla disinformazione che crea allarme e spavento su una legge che riconosce la cittadinanza a bambini che vivono in Italia e che di fatto sono già perfettamente integrati”.

Il Prefetto di Matera Antonella Bellomo ha sottolineato “la straordinaria ospitalità della Regione Basilicata, pronta ad accogliere il doppio delle persone previste inizialmente. Ospitalità tradottasi in protocolli di intesa tra prefetture, organizzazioni e aziende che gestiscono professionalmente sia la prima accoglienza, sia percorsi di inclusione per i migranti”.

Per il vescovo Giovanni Intini “In particolare in questa fase storica, anche se ognuno di noi ha il diritto di sentirsi garantito nella sua diversità, questo non vuol dire alzare muri, impedendo all’altro di entrare”. E ha aggiunto Intini: “Lo spazio della mia libertà è il luogo dove si possono creare relazioni, legami, dove si può conoscere chi è diverso da me”.
Angelo Chiorazzo sottolinea come “un tema che non dovrebbe far parte dello scontro politico, perché parliamo di uomini, donne e bambini in stato di bisogno, è stato talmente ideologizzato da renderlo un’arma strategica per polemizzare in ogni campagna elettorale”. E ha aggiunto: “Ma può un Paese come l’Italia andare in crisi per 100mila persone che arrivano da alcuni anni nel nostro Paese dopo viaggi drammatici? Sono anni che diciamo che questo non è un fenomeno da affrontare solo come un’emergenza. Ci sono 60 milioni di persone in movimento a causa di guerre e fame, sono ammassate in giganteschi campi profughi o imprigionate in carceri orribili, come si può pensare di risolvere tutto questo con qualche decreto legge? Possiamo discutere e dividerci su tante cose in tema di migranti, ma non possiamo non partire dal fatto che parliamo di persone.

 

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