Petcoke, dopo Liviano dalla Puglia tuona Perrino dalla Basilicata: “Chiarezza subito”

L’Italcementi di Matera prima dell’intervento di revamping

Regalini inaspettati che giungono ai cittadini in estate, quando si stacca la spina per riposare. Così il consigliere regionale della Basilicata Giovanni Perrino, del M5S, sull’arrivo dagli Stati Uniti del carico di 53mila tonnellate di petcoke giunto i primi di agosto al Porto di Taranto e destinato a Matera.

Il petcoke “é un materiale tra i più tossici e cancerogeni esistenti, prodotto di scarto della filiera petrolifera”. “Nel corso della nostra attività consiliare – dice Perrino – abbiamo spesso incrociato la pericolosissima strada del ‘pet-coke’, soprattutto in merito alle attività del laterificio Valdadige e del cementificio Italcementi Spa, entrambi nelle vicinanze di Matera. Stando a quanto dichiarato dal consigliere regionale pugliese, Gianni Liviano, il pericoloso carico sarebbe destinato proprio alla cementeria materana. Per chi ancora non lo sapesse – spiega Perrino – Italcementi è già autorizzata dal 2010 ad incenerire fino a 12 mila tonnellate all’anno di rifiuti plastici, pneumatici fuori uso, imballaggi di plastica, componenti di macchine e veicoli.

Non sazia di cotanta monnezza – tuona il consigliere – nel maggio del 2013 ha richiesto di quintuplicare (portandola a 60 mila tonnellate all’anno) la quantità di rifiuti da incenerire come combustibile”. E’ ora di fare chiarezza, afferma Perrino, rivolgensodi al governatore regionale lucano. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere pugliese Liviano, cosi come gli ambientalisti ionici. L’appello di pochi giorni fa di Peacelink a Taranto affichè il petcoke torni ad essere considerato un rifiuto e, quindi, smaltito come tale, con le necessarie tutele per la salute dei cittadini.

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