Degrado e illegalità, Made in Taranto sbotta: “Si punti su Ilva, Eni e discariche”

Abusivismo, immondizia, sciatteria, assenza di controlli, strade dissestate, caos ovunque. È Taranto, con il suo litorale. Da Chiatona a Torre Ovo. Non risparmia zone Made in Taranto, la rete di imprese per la valorizzazione del territorio. “Sono sconcertato. Peggio di così non poteva andare. È una estate da dimenticare”, sbotta il presidente Gianluca Lomastro. Si lascia andare poi alla provocazione: “Si punti tutto su Ilva, Eni e discariche!”. Altro che turismo. Purtroppo basta guardarsi intorno per vedere spazzatura e degrado ovunque. Evidenza difficile da smentire.

“Qualche giorno fa – ricorda Lomastro – c’è stata la firma del protocollo per il distretto del turismo. Una nota positiva in mezzo a tanto oblio”, ma a che serve, si chiede, “se non ad attrarre finanziamenti per la promozione territoriale?”, “a chi o a cosa gioverebbe promuovere un territorio disseminato di abusivi, strade colabrodo, caos, sporcizia, degrado, discariche, inquinamento, odori nauseabondi già all’ingresso delle città in prossimità delle aree industriali? A chi tornerebbe utile il distretto del turismo se a Grottaglie si lavora per la costruzione di una nuova discarica? E se tra Statte, Massafra e Taranto il territorio è alterato dalla presenza massiccia di discariche, industrie pesanti, cementificazioni e aree industriali fantasma?” “Trovo inutile continuare ad operare in questo modo – aggiunge – Siamo disposti a collaborare con la politica”, ma questa “prenda esempio dagli imprenditori di questa terra”, che “non si sono mai rassegnati”. Iniziamo da atti concreti: la pulizia delle spiagge, reimpiegando, attraverso un protocollo con il Tribunale di Taranto, chi ha commesso reati minori o reati in violazione al Codice della Strada.

I cittadini poi, conclude Lomastro, siano sentinelle e segnalino le situazioni di abbandono.

C’è da dire che se sciatteria e incivilita’ sono la prassi, non si depenalizzino i cittadini da un concorso di colpa.

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