Cito su elezioni di Taranto: “Quello del centrodestra, progetto dolosamente fallimentare”

A due settimane dall’elezione del sindaco di Taranto, si fa sentire Giancarlo Cito, leader di AT6 Lega d’Azione Meridionale, che decide “a mente fredda” di analizzare la situazione politica.

Primo punto analizzato, il fatto che Rinaldo Melucci sia stato eletto sindaco per solo 900 voti in più su Stefania Baldassari. Uno scarto che, spiega Cito, evidenzia come avrebbe potuto vincere lei. Per il leader di At6, padre del candidato sindaco Mario e della candidata al consiglio comunale a Antonella, ora entrambi entrati in opposizione, sono “stati commessi degli errori prevedibili: nonostante le avvisaglie e i tentativi di correggere il tiro in fase di ballottaggio, qualcuno ha preferito dolosamente ignorarli per continuare in un progetto poi risultato fallimentare. Se il centrosinistra – spiega Giancarlo Cito – si è presentato frammentato al primo turno e gli elettori lo hanno bocciato, facendo arrivare secondo il proprio candidato, al secondo turno si è clamorosamente ribaltata la situazione”.

Si riferisce a un centrodestra che “non sapeva ne’ di civismo né di politica, totalmente assente, o almeno tale doveva apparire agli elettori secondo alcuni, con “Forza Italia” trasformatasi in “Forza Taranto” e con candidati consiglieri nelle liste di appoggio alla candidata sindaco provenienti dalla maggioranza uscente. Quest’accozzaglia di idee, ripeto confuse, ha portato al fallimento e alla sconfitta elettorale. Eppure – conclude – non sarebbe stata un’impresa impossibile vincere le elezioni, anzi. Bastava farsi due conti. Un dato infatti risulta inequivocabile: AT6 ha ottenuto quasi il 13% dei consensi, confermandosi unico baluardo della destra tarantina”.

Un 13% che è stato oggetto dei botta e risposta tra l’ex consigliere regionale Pietro Lospinuso ed il presidente della Provincia ionica Martino Tamburrano. “Un errore non apparentarsi con Cito” per il primo; “Decisione inevitabile e coerente della Baldassari”, per il secondo. Del resto vero e’ che la direttrice del carcere a Cito non è mai piaciuta: ripetuti gli attacchi in campagna elettorale, in particolare in tema di continuità con la vecchia classe dirigente.

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